Paura dei migranti fa crescere la Lega. No patti con Berlusconi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2015 13:12 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 17:17
Lega cresce su immigrati, ininfluenti patti con Berlusconi

Lega cresce su immigrati, ininfluenti patti con Berlusconi

ROMA – Dopo la domenica della manifestazione organizzata da Matteo Salvini contro il governo Renzi e per sancire la riesumazione dell’alleanza di centrodestra, la Lega Nord guadagnerà più voti? Più concretamente, quanto sposta in termini di consenso l’alleanza con Berlusconi? Secondo l’analisi di You Trend pubblicata in esclusiva per il Fatto Quotidiano,  poco o niente.

Il patto per le urne con Forza Italia non scalda l’elettorato padano, che si mobilita invece in base all’agenda politica. Quando il focus è sulla sicurezza e l’emergenza crimine o quella legata ai flussi migratori. oggi, il dato aggregato dei sondaggi la Lega al 14,3%: considerando un afflusso del 65% alle elezioni la lega si attesterebbe al 13,5% confermando i 3,5 milioni di voti raggiunti nei suoi giorni migliori. Ma, dall’analisi tendenziale, vale anche la conseguenza contraria: il patto non influenza negativamente l’elettore leghista.

Le linee indicano le percentuali ottenute, mentre le colonne indicano i voti raccolti. Fra il ’92 e il ’94 la percentuale conseguita era simile – oltre l’8% – malgrado nel ’94 vi sia stata l’alleanza con Forza Italia nel Polo della Libertà. Il primo matrimonio non dura molto, e la Lega passa dopo pochi mesi all’opposizione in disaccordo sul tema delle pensioni. Anche qui non vediamo grandi differenze: alle Europee del ’94 (con il Carroccio in maggioranza) Bossi ottenne il 6,6%, mentre alle Regionali dell’anno successivo (dopo la rottura con Berlusconi) si fermò al 6,4%.

Il periodo di flessione è interrotto dal grande successo delle Politiche del ’96, nelle quali la Lega corse orgogliosamente da sola: 10,1% e oltre 3,7 milioni di voti, il massimo storico per il partito. Questa seconda ondata leghista si esaurì presto, e dopo la ricucitura con Berlusconi (nel 2000) risultati meno eclatanti seguiranno per quasi nove anni. Nel 2008 la Lega tornò alla ribalta e con le elezioni del triennio 2008-2010 si registrano un ’altra volta percentuali a due cifre.

L’alleanza con l’ex Cavaliere giunse (di nuovo) al termine con il governo tecnico di Mario Monti, che vede il Carroccio all’opposizione e il Pdl in maggioranza. Il partito di Bossi, travolto dagli scandali Trota e Belsito, crolla nelle urne fino al modesto 4,1% delle Politiche 2013. Ma la rinascita è dietro l’angolo: con la nuova leadership di Salvini la Lega torna al 6,2% delle Europee 2014 e al 9,6% delle Regionali (considerando anche il risultato della lista “Noi con Salvini” in Puglia). (Salvatore Borghese e Andrea Piazza di You Trend, pubblicati dal Fatto Quotidiano).