Lega, faccia a faccia di due ore Bossi-Maroni. “Bobo non è Giuda”

Pubblicato il 6 Aprile 2012 15:29 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2012 19:43

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Lapresse)

MILANO – Era giallo sull’incontro Bossi-Maroni: i due si sarebbero dovuti incontrare nel pomeriggio ma intorno alle 15 hanno cominciato a diffondersi voci che il faccia a faccia fosse saltato visto che l’ex ministro ha fatto il suo ingresso in via Bellerio subito dopo che il Senatur era uscito. Poi però è arrivato il chiarimento: l’incontro è stato semplicemente rinviato di qualche ora. Un incontro durato poco meno di due ore, al quale erano presenti anche Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti. Poco dopo le 18 Maroni ha lasciato la sede del partito, mentre Calderoli e Bossi risultano essere ancora negli uffici della Lega.

Maroni all’uscita. ”Diciamo che riprende l’iniziativa politica della Lega, a partire già dalla prossima settimana”: così l’ex ministro, rintracciato al telefono dall’Ansa, ha commentato il risultato dell’incontro di oggi. “Abbiamo fatto il punto della situazione – ha detto Maroni – e discusso delle prime iniziative da prendere, a partire gia’ dalla prossima settimana, dopo le festivita’ pasquali”. Quali iniziative? ”Ci sara’ in primo luogo – ha replicato Maroni – la riunione del comitato amministrativo della Lega. E poi ci metteremo al lavoro sulle iniziative politiche del Movimento per garantire la trasparenza finanziaria dei partiti”.

Nessun mistero sull’uscita di Umberto Bossi poco prima che Maroni giungesse in via Bellerio, ma solo un impegno personale. Secondo le voci circolate nel pomeriggio, l’incontro invece rischiava di essere cancellato a causa di frizioni tra i due dopo le dimissioni di Bossi.

Ma rispondendo ai giornalisti si Sky che lo attendevano la mattina di venerdì all’ingresso della sua villa di Gemonio, Bossi aveva già spiegato che “Maroni non è Giuda”.  E poi: “Ha solo fatto una specie di corrente, i barbari sognanti, che non penso sia con me ma neppure contro di me”. Dopo aver detto che bisogna fare ”le cose giuste” per rispondere alla base leghista, Bossi proprio a proposito delle tensioni su Roberto Maroni ha osservato che ”nella Lega bisogna essere cauti con la militanza, perché è gente che ci crede”. Sul suo ruolo l’ex segretario federale ha ribadito: ”Io non sono piu’ il segretario ma resto un sostenitore”, ha evidenziato. ”Ho anche piu’ tempo libero”, ha scherzato prima di lasciare Gemonio.