Lega-M5S acidissimo divorzio in un Senato incontinente

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 21 Agosto 2019 9:56 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2019 9:57
luigi di maio, matteo salvini

Di Maio e Salvini (Ansa)

ROMA – Lega-M5S acidissimo divorzio. Per un anno e passa avevano raccontato del grande, inscindibile amore politico che non poteva non albergare sotto il caldo tetto del “governo del cambiamento“. Per mesi e mesi hanno negato l’evidenza assicurando che erano solo malignità di chi non sa cosa è l’amore per il popolo.

Ed eccoli in una giornata in Parlamento mostrare tutto l’acido di un acidissimo divorzio. Colti in quel preciso momento in cui ciascuno dei coniugi dà il peggio di se stesso. Rancore, astio, disprezzo. I senatori leghisti a trattare a fischi e buuu dai banchi il presidente del Consiglio Conte, il capo del loro governo per un anno e mezzo. Fischi e buuu come si fa per un giocatore della squadra non solo avversaria ma anche nemica, un giocatore nemico magari anche dalla pelle non bianchissima. E i senatori di M5S a santificare Conte, ad applaudire soddisfatti e vendicativi ogni qual volta Conte bastonava Salvini: “pericoloso…privo di cultura istituzionale…dedito solo all’interesse privato…prepotente…”. E ogni volta era giubilo M5S per la bastonata.

Una, solo una corretta Salvini l’ha detta: “Ma ve ne siete accorti solo ora? Per dipingermi così bastava Saviano“. Sì, se ne sono accorti, in pubblico, solo ora e rovesciano addosso a Salvini quel che Salvini ha fatto loro e al paese in un anno e passa. Lo fanno senza misura, come una tifoseria cui finalmente l’arbitro ha concesso un calcio di rigore.

L’altra tifoseria, quella leghista, nemmeno si tiene. Ha movenze e linguaggio da ultras. E Salvini fa il capo curva finto moderato. Mentre Conte parla, Salvini fa le faccette: disapprovazione, scherno, accenno di ira. Coll’indice sottolinea rigando l’area applausi comuni a Conte di Pd e M5S. E’ un come volevasi dimostrare diretto a caricare la curva tifosa. Poi bacia il rosario o crocefisso che sia, come fosse una maglia sudata del campione della squadra. Quindi offre la sua personale versione del Marchese del Grillo: “Io uomo libero, qui dentro non tutti, voi schiavi”.

Divorzio acidissimo: a Salvini Conte e M5S rimproverano pubblicamente di aver nascosto, di essersi nascosto sul caso Savoini, sulla tangente forse chiesta alla Russia. Tanto che Renzi può ironizzare: “Salvini, vuoi farci entrare nel rublo?”. Un divorzio in cui vola anche il sospetto di aver peccato di onestà oltre che di inaffidabilità. A Salvini Conte riserva anche l’ultimo massaggio: “Se non c’è il coraggio ce lo metto io”. Tradotto: Salvini, non hai coraggio di assumerti la responsabilità di quel che hai fatto, abbattere il governo, neanche questo. Cosa di più acido si può dire a un Capitano del non avere il coraggio?

Divorzio acidissimo di quelli e tra quelli che dicevano governeremo 30 anni. Ma questa la dicono più o meno tutti. Quello che pretendevano M5S e Lega di dire in esclusiva è che loro governano in nome per cento del popolo (gli altri del popolo erano nemici) e che per questo erano sulla via del popolo dove non si temono crisi e tradimenti e vergogne e fallimenti. Va ricordato che questa è stata la narrazione per un anno e mezzo. Va ricordato nel giorno del divorzio acido, acidissimo come nelle coppie più incattivite e intolleranti.

Divorzio acidissimo in un Senato incontinente. Incontinente come un bambino maleducato, come un ragazzotto sbruffone e ignorante, come una baby bulla in discoteca. Incontinente, immemore e inconsapevole di cosa sia un Senato, di cosa sia essere seri. La faccia di quel senatore Pd piena di ebete felicità per aver esposto un cartello, la certezza di molti senatori che fare i mimi o i rumori sia l’essenza della loro partecipazione alla res pubblica. Piccola gente incontinente su quei banchi, altro che ceto dirigente.