Lega nord, Bologna indaga per falso in atto pubblico

Pubblicato il 13 Aprile 2012 15:04 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2012 15:18

BOLOGNA – Il fascicolo aperto in Procura a Bologna sulla presunta cattiva gestione dei fondi dei rimborsi elettorali della Lega ipotizza la falsita' ideologica commessa da privato in atto pubblico. L'inchiesta, quindi, pur sempre senza indagati, non e' piu' meramente conoscitiva.

L'ipotesi di reato e' stata rubricata dal pm titolare dell'inchiesta, Morena Plazzi, sulla base di quanto messo nero su bianco da Alberto Veronesi, ex militante delle Lega di Bologna (poi espulso) nel suo esposto in cui spiegava, tra le altre cose, di come (su indicazione di Nadia Dagrada) ai militanti venisse spiegato come eludere le norme sulle rendicontazione delle spese elettorali.

Si tratta quindi solo di una prima ipotesi di reato, poiche' nel fascicolo sono confluite anche altre dichiarazioni pubbliche rese da ex esponenti del Carroccio bolognese.

Come quelle di Carla Rusticelli, ex tesoriera del Carroccio, espulsa nel 2009, che ha parlato di irregolarita' nei bilanci e di pagamenti in nero di una sede a Bologna del partito, e quelle dell'ex revisore dei conti Alberto Magaroli. Altre ipotesi di reato potrebbero quindi aggiungersi man mano che le indagini, delegate alla Digos, avanzano.

L'inchiesta prende, tra l'altro, l'avvio proprio dall'esposto che lo stesso Veronesi aveva gia' presentato nel 2011 denunciando irregolarita' nei conti della Lega bolognese; esposto che aveva dato vita ad un fascicolo (senza titolo di reato ne' indagati) poi pero' finito archiviato.

Dai primi accertamenti fatti in questi giorni emerge, tra l'altro, che molte delle decisioni economiche venivano assunte a Reggio Emilia, dove ha sede la Nazione Emilia della Lega. Un particolare che potrebbe in futuro far spostare il baricentro dell'inchiesta piu' sulla citta' emiliana (dove e' aperto un altro fascicolo con indagati) che non sul capoluogo bolognese.