La Lega Nord dopo aver stravinto in Emilia Romagna rilancia: “Separiamo la regione”

Pubblicato il 6 Aprile 2010 17:31 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2010 18:40

«Anche all’Unità si sono accorti che in Emilia Romagna portiamo via un sacco di voti al Pd. Sarà un caso che alle feste dell’Unità non va più nessuno e le nostre invece sono piene? » A parlare è Angelo Alessandri, il responsabile della Lega Nord per l’Emilia Romagna, sempre meno “regione rossa” .

Qui il Carroccio nelle ultime elezioni regionali ha fatto gli sfaceli ed ora lancia una proposta che fa discutere : «Separiamo L’Emilia dalla Romagna».

«La divisione – spiegano quelli della Lega – l’ha già fatta la storia: di qua l’Emilia che, tra ducati e signorie, è sempre stata federalista e di là la Romagna con i Papi».

Se la Lega spera così di potersi prendere almeno l’Emilia, con i numeri che le darebbero in parte ragione, dalla parte del Pd tutto ciò assomiglia ad un vero e proprio grido di dolore: il partito e la sinistra in genere temono infatti per il loro feudo.

A confermare i timori è la politologa Nadia Urbinati che, intervistata il giorno di Pasqua da Concita de Gregorio su L’Unità, parla della “crisi del Pd” in queste terre, incapace di reagire alla fuga dei suoi elettori verso il partito di Umberto Bossi.

«Vedo i militanti della Lega girare per le piazze dei paesi con roulotte e i camioncini, fermarsi a fare comizi di fronte a sei persone» spiega la Urbinati: «La Lega dice che i neri portano via il lavoro. In queste zone è un’affermazione che somiglia alla realtà».

Aggiunge la politologa: «La lega non ha tv, usa il modello Pci di antica memoria. Il suo stile è premoderno: bussano a casa e ti compilano i moduli, ti aiutano a risolvere i problemi minimi che per le persone sono fondamentali».

Così, la Lega guadagna sempre più terreno in Emilia Romagna: Sassuolo, Fidenza, Bondeno sono alcuni comuni strappati alla sinistra a cui si potrebbe aggiungere nel ballottaggio di domenica 11 aprile Comacchio. Alle regionali il Carroccio ha preso il 15,5% (16,75 se si conta Bologna città), con punte del 22% a Piacenza, del 17, 8% a Parma e il 13,3% a Forlì-Cesena.

Angelo Alessandri rilancia: «Il Pd si è accorto che il popolo li ha persi come punto di riferimento. Ed è un popolo che oggi sceglie un voto di protesta tipo Beppe Grillo e che nel breve periodo è destinato ad arrivare alla Lega» la quale si sente sempre più di casa ed è pronta a lanciare una proposta che fa perno anche sul forte campanilismo che qui vede da una parte gli emiliani e dall’altra i romagnoli.

Con lo sdoppiamento, secondo il partito di Bossi cambierebbero anche i numeri, con la Regione Emilia che diventerebbe assai contendibile per la Lega e tutto il centrodestra.