Lega Nord in protesta contro Schifani: reo del "no" a Calderoli

Pubblicato il 14 Marzo 2012 14:25 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2012 17:07

ROMA – Polemica nell'Aula di palazzo Madama tra la Lega nord e il presidente del Senato Renato Schifani che ha dichiarato ''inammissibile per estraneita' al testo'' l'odg Calderoli che impegna il governo a ''non ostacolare iniziative atte ad identificare forme idoneee a rinforzare il procedimento di approvazione di atti internazionali che comportino limitazioni della sovranita' nazionale''.

In sostanza l'odg, definito dalla capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ''una furbata e una provocazione'' comportava la necessita' di un voto con maggioranza qualificata quando si ratificano convenzioni particolari che entrano nel merito della legislazione di un Paese ''limitandone la sovranita'''.

Secondo il Carroccio la convenzione di Strasburgo rientra nella fattispecie. Di diverso avviso la Presidenza del Senato e Schifani si e' richiamato a un principio del Capo dello Stato di non inserire nei provvedimenti norme o indicazioni estranee alla materia in discussione in Parlamento.

La Lega con Calderoli ha definito l'inammissibilita' un ''fatto vergognoso'' con il capogruppo Federico Bricolo che ha chiesto la convocazione della giunta per il regolamento sostenendo che Schifani e' ''venuto meno alla sua funzione di garante'' di tutti i gruppi.

Roberto Calderoli aveva riformulato l'ordine del giorno alla convenzione di Strasburgo con una versione piu' blanda per superare le perplessita' esposte dal ministro Severino. Il nuovo testo prevedeva, che laddove si votino atti internazionali che limitano la sovranita' internazionale ''il governo, nei limiti della propria competenza e nelle sedi in cui e' chiamato ad esprimere il proprio orientamento, si impegna a non ostacolare''.

Una versione, quindi, piu' soft rispetto ad un impegno diretto dell'esecutivo. Sul testo si erano espressi i capigruppo annunciando voto favorevole i gruppi Idv, Coesione nazionale e Pdl. Questo avrebbe comportato l'approvazione dell'odg di Calderoli. Ma Schifani ha preso nuovamente la parola per rimarcare che ''l'ordine del giorno e' improponibile''.

''E' veramente scandaloso l'atteggiamento assunto dal presidente del Senato, Renato Schifani, che ha dichiarato inammissibile il mio ordine del giorno a difesa della nostra sovranita' rispetto agli attacchi portati alla stessa dall'Europa dei Palazzi, quando lo stesso ordine del giorno era gia' stato dichiarato ammissibile, c'era stata gia' l'espressione del parere da parte del relatore del governo e si erano gia' svolte tutte le dichiarazioni di voto''. Lo dice il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, senatore Roberto Calderoli.

''E' bastata la contrarieta' da parte del Pd al procedere alla votazione e le dichiarazioni di voto favorevole a riguardo da parte del Pdl e dell'Idv – sostiene Calderoli – per fare si' che prontamente il presidente del Senato intervenisse impedendo un voto che avrebbe certificato la rottura della maggioranza sulla materia. Il ruolo super partes di Schifani e' ormai venuto meno, come purtroppo gia' troppe volte e' accaduto in tempi recenti, con i suoi ripetuti tentativi di soccorso al governo Monti ogni volta in cui si trova in difficolta'''.

Per Calderoli ''una cosa e' certa, vi e' la necessita' di procedere alla riforma del regolamento del Senato, ma essendo Schifani il presidente della Giunta, a norma di regolamento, mi pare evidente che sia impossibile procedere a delle riforme regolamentari con una persona che non si e' dimostrata al di sopra delle parti''.