Lega Nord Lombardia minaccia hotel che ospitano migranti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2015 16:21 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2015 20:14
Lega Nord vuole chiudere hotel che ospitano migranti

Un Hotel

MILANO – La Lega Nord in Regione Lombardia minaccia gli albergatori che accolgono profughi: ma stavolta la minaccia non è solo verbale, perché sarà votata mercoledì 16 settembre in Consiglio per essere approvata. Il gruppo leghista ha presentato un emendamento alla legge sul turismo che prevede pene severe per chi ospita profughi e migranti economici. Una multa salata da 5 a 10mila euro, oltre ad una sospensione della licenza da sei mesi ad un anno.

Matteo Salvini su Twitter è tornato all’attacco: “Gli albergatori – ha scritto il leader della Lega – che sfruttano l’immigrazione devono fallire domani mattina!”.

L’emendamento 97 alla legge sul turismo è stato firmato dal capogruppo dei leghisti al Pirellone, Massimiliano Romeo, da Fabio Rolfi e dal consigliere Pietro Fioroni. Nel testo si legge:

“Tutte le strutture ricettive alberghiere e non alberghiere non possono ospitare, anche in via emergenziale, soggetti entrati illegalmente nel territorio italiano che non siano stati definitivamente regolarizzati ai sensi della normativa vigente. Chiunque contravvenga a queste disposizioni è punito con la sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro e con la sospensione dell’attività per un periodo da sei e dodici mesi”.

Una spiegazione del motivo dell’iniziativa è stata allegata all’emendamento stesso.

“Si propone – è scritto – di evitare che le strutture destinate al turismo e alla ricettività lombarda, che giustamente si vogliono qualificare a valorizzare, possano essere utilizzate come alloggi o rifugi temporanei per soggetti entrati illegalmente nei confini dello Stato italiano (siano essi profughi o migranti “economici”)”.

“Si propone pertanto – si legge ancora nella spiegazione all’emendamento – di riservare l’accessibilità alle strutture turistiche lombarde ai soli cittadini entrati regolarmente in Italia, o nel caso di migranti, in possesso di un regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità preposte e seguito dei processi di identificazione e di verifica del reale status di rifugiato”.