Lega Nord. Soldi esentasse per candidarsi? Forlì indaga

Pubblicato il 10 Maggio 2012 17:04 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 17:41

FORLI' – La Procura di Forli', nell'ambito del'inchiesta sulla Lega Nord avviata nelle scorse settimane, nella serata di ieri ha sequestrato alcune carte in via Bellerio, la sede milanese del Carroccio. La notizia, anticipata dal Sole 24 Ore online, e' stata confermata in ambienti giudiziari.

Secondo quanto si apprende, i magistrati indagano in particolare sulle donazioni che i candidati facevano al partito attraverso meccanismi ritenuti irregolari dal punto di vista fiscale. Dal 2000 in poi i candidati della Lega, secondo l'accusa, avrebbe di fatto acquistato la propria candidatura impegnandosi davanti a un notaio a versare circa 2 mila euro alla prima elezione e 2.400 a quelle successive per tutti i 60 mesi della legislatura. Una sorta di donazione in cambio delle spese elettorali anticipate dal partito.

Nei verbali degli interrogatori fatti a Francesco Belsito e Nadia Dagrada emergerebbe come questa pratica fosse obbligatoria per essere candidati. Secondo la procura, pero', ci sarebbero diverse irregolarita' nella donazione, ritenuta dall'accusa nulla in quanto i candidati si impegnavano per beni – la carica a cui si candidavano – che ancora non avevano.

Dal punto di vista fiscale, secondo gli inquirenti il marchingegno serviva a detrarre il 19% e alla Lega 'venditrice' del posto di non pagare nessuna imposta.