Lega: e ora la pistola! Proposta di legge di 70 parlamentari

di Dini Casali
Pubblicato il 29 marzo 2019 10:32 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2019 13:03
Lega: e ora la pistola! Proposta di legge di 70 parlamentari

Lega: e ora la pistola! Proposta di legge di 70 parlamentari

ROMA – Rendere più facile acquistare un’arma “destinata alla difesa personale”: è l’obiettivo di una proposta di legge presentata dalla Lega, a prima firma Vanessa Cattoi e sottoscritta da quasi 70 colleghi. Il testo, presentato lo scorso ottobre a Montecitorio, è stato assegnato all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera l’11 marzo scorso, dove dunque potrà iniziare l’esame.

Salvini ieri diceva: “Non si distribuiscono armi”. L’iniziativa si annuncia giusto poche ore dopo il varo della nuova normativa sulla legittima difesa, un successo della Lega che è riuscita a convincere anche il riluttante alleato M5S, successo che ieri Salvini ha salutato indossando magliette (“La difesa è sempre legittima”), celebrando il “gran bel giorno per gli italiani”.

E provando a rassicurare scettici e contrari: “Non si distribuiscono armi e non si legittima il Far West”: tentativo vano, alla luce del nuovo provvedimento proposto che appunto mira a incrementare le possibilità di ottenere un’arma da fuoco, ben oltre il perimetro delle finalità venatorie e sportive. In tema di armi, si può dire che la Lega ha alzato il tiro. Come dire, potete difendervi come vi pare, ora armatevi: non sta forse proprio dentro questa prospettiva l’allarme sul rischio della protezione fai da te, del Far West appunto?

Di Maio: “Nessun eletto M5S la voterà mai”. Così la pensa anche M5S che la legittima difesa l’ha dovuta ingoiare (nessun suo ministro s’è visto ieri dai banchi del governo): “Nessun eletto del MoVimento la voterà. Nessuno! Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada, al contrario.

Niente porto d’armi alzando i limiti di potenza per le pistole. Il provvedimento è composto da tre articoli in tutto che puntano ad “aumentare da 7,5 a 15 joule ((l’unità di misura dell’energia cinetica sviluppata dal proiettile al momento dell’impatto, ndr.) il discrimine tra le armi comuni da sparo e quelle per le quali non è necessario il porto d’armi”, si legge nella relazione al provvedimento.

“Procurarsi un’arma da fuoco, nel nostro Paese – si legge ancora nel testo – non è un’operazione molto semplice, almeno per chi vuole farlo nel rispetto delle norme vigenti. Le licenze concesse per la detenzione di armi in casa sono poco più di 5 milioni, il che significa che un italiano su dieci è in condizioni di utilizzare un’arma, anche se il numero delle licenze che consentono a coloro che le acquistano di portarle con sé è largamente inferiore. Non solo, ma in Italia esistono norme molto restrittive anche sull’acquisto di cartucce e di munizioni”. (fonte Ansa)