Bossi esita, Reguzzoni rischia: il prezzo della pace con Bobo Maroni

Pubblicato il 18 Gennaio 2012 15:27 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2012 16:31

Marco Reguzzoni (Lapresse)

ROMA, 18 GEN – ”Per quanto mi riguarda, ricordo che ho rimesso più di un mese fa il mio mandato da capogruppo nelle mani di Bossi. È lui che deve decidere e qualsiasi cosa deciderà per me andrà bene. Non mi interessano gli incarichi ma il progetto di cambiamento del Paese”. Lo afferma all’Ansa il capogruppo alla Camera della Lega, Marco Reguzzoni.

Cosa significa? Reguzzoni è uno del “cerchio magico”, un pupillo di Bossi. Nella contrapposizione sempre più forte delle ultime settimane fra Umberto Bossi e Roberto Maroni il senso del passo indietro di Reguzzoni vuole forse essere un segnale di pace, una concessione alla fazione “maroniana” del partito. E, non avendo più la Lega incarichi di governo, quale poltrona romana è più importante di quella del capo dei deputati leghisti?

Una piccola risposta in questo senso l’ha data Maroni: “Non sono Bruto, non accoltellerò Bossi”. I più acuti conoscitori di faccende leghiste non hanno mai avuto dubbi in tal senso. “Con lui – ha dichiarato Maroni a Panorama – sono legato da una profonda amicizia. Ma ormai molti vedono in me un simbolo per riportare la Lega al suo progetto originario. Credo sia davvero arrivata l’ora di aprire una stagione di congressi per rinnovare la classe dirigente. Ci vogliono tutti quarantenni, capaci di far superare le difficoltà”.

Proprio Reguzzoni però è stato protagonista di ripetuti scontri con Maroni. “Bobo” non gradì la sua nomina a capogruppo dei deputati fino a sollevare un “caso Reguzzoni” che esplose a giugno-luglio scorso, quando, pur di lasciare a un “maroniano” la poltrona di capogruppo, si parlò di Reguzzoni ministro in un rimpasto di governo. Fu in quei giorni che si decise che Reguzzoni avrebbe lasciato il suo posto a dicembre: la sua dichiarazione di queste ore combacia perfettamente con la tempistica prevista. Il giovane capogruppo, uscente o meno, un sassolino dalla scarpa però se lo è levato: ha riscritto la storia della Lega nel suo libro “Gente del Nord”, cancellando Maroni e invece dando grande risalto ai componenti del “cerchio magico”, come Rosi Mauro e Renzo Bossi alias il Trota.

Nato a Busto Arsizio nel 1971, laureato in ingegneria al Politecnico di Milano e sposato con la figlia del leghista Francesco Speroni, Elena, Reguzzoni è tesserato alla Lega da quando aveva 15 anni, nel 1986, ed è tuttora vicesegretario nazionale della Lega Lombarda, sezione nazionale della Lega Nord, il cui segretario è Giancarlo Giorgetti. Da sempre vicino a Bossi, Reguzzoni è stato uomo chiave nelle questioni dell’Aeroporto di Malpensa, dell’Expo 2015 e delle infrastrutture lombarde in genere.