Legalizzare la cannabis: legge bipartisan è pronta, in 60 la firmano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Marzo 2015 12:26 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2015 12:26
Legalizzare la cannabis: legge bipartisan è pronta, in 60 la firmano

Legalizzare la cannabis: legge bipartisan è pronta, in 60 la firmano

ROMA – Una nuova legge bipartisan che chiede la legalizzazione della cannabis è pronta. Sono 60 già i parlamentari dell’intergruppo proposto da Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e senatore del gruppo misto ex radicale. L’obiettivo della legge è quello di rendere la cannabis legale in Italia e tra i suoi sostenitori ci sono deputati dell’intergruppo, scrive Repubblica, tra cui quelli

“Pd di fede strettamente renziana (Roberto Giachetti) e non (Pippo Civati), grillini e fuoriusciti da M5S, persino un nome di spicco di Forza Italia come l’ex ministro della Difesa Antonio Martino”.

L’intergruppo ha avviato la sua attività dopo le indicazioni della Dna, direzione nazionale antimafia:

“Davanti all’oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se sia opportuna una depenalizzazione della materia. Bisogna riconoscere il diritto alla salute dei cittadini e tenere conto delle ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite”.

Ma un dato su cui riflettere, sottolinea Repubblica seguendo la Dna, è il mercato della cannabis, un

“mercato illegale oggi vende fra 1,5 e 3 milioni di chilogrammi l’anno di cannabis, “quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche”. Un volume che consentirebbe a ciascun cittadino italiano (compresi vecchi e bambini) un consumo di circa 25-50 grammi a testa, pari a circa 100-200 dosi.

“Il problema – dice Della Vedova – non è più dichiararsi favorevole o contrario alla legalizzazione, piuttosto è regolare un mercato che è già libero. Occorre disciplinare, limitare e penalizzare l’uso delle droghe leggere, sul modello di quanto si fa per alcol e tabacco. Perché la repressione, finora, ha avuto costi altissimi. E non è servita a contenere i consumi di hashish e marijuana”