Lega Nord, il “bossiano” Canton segretario a Varese: la base si divide

Pubblicato il 9 Ottobre 2011 21:07 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2011 21:07

Maurilio Canton

VARESE – Era rimasto l’unico candidato in gara, dopo l’investitura pubblica ricevuta, una settimana fa, da Umberto Bossi, che ha spinto al ritiro in extremis gli altri due pretendenti. E Maurilio Canton, 44 anni, sindaco di Cadrezzate, è diventato oggi 9 ottobre senza sorprese il nuovo segretario provinciale della Lega Nord di Varese, nel congresso celebrato a porte chiuse in un grande albergo della città.

La sua nomina rischia però di costare parecchio al Carroccio, che per la prima volta in anni recenti ha assistito a un acceso confronto di umori nella base davanti ai dirigenti, per una nomina ritenuta ”imposta dall’alto” in quanto indigesta (sulla carta) ad almeno la metà degli oltre trecento delegati. Bossi – intervenendo fuori scaletta, dopo aver atteso un’ora prima di entrare in sala e uscendo subito dopo – ha applaudito l’esito dicendo di aver voluto portare ”aria nuova” nella Lega di Varese e liquidando le contestazioni come qualcosa di ”organizzato” e animato da ”alcuni ex fascisti” seduti nelle prime file.

Eppure a nessuno dei partecipanti è sfuggito che appena dopo che il ‘Capo’ aveva parlato a favore di Canton, all’indicazione del presidente Andrea Gibelli di procedere per acclamazione una parte consistente dei delegati ha replicato rumoreggiando in crescendo al motto di ‘voto, voto’, come avevano già di prima mattina alla presentazione dell’odg. Richiesta, la loro, caduta nel vuoto, perché passati i minuti più accesi, Canton è stato proclamato segretario provinciale formalmente per acclamazione. Col risultato che dopo quattro ore di congresso decine di militanti si sono allontanati di corsa, avari di sorrisi e ostentando irritazione (”è stato il giorno più brutto della Lega”’, ha urlato un sindaco davanti alla stampa; ”Un voto sovietico”, ha detto un altro), lasciando solo un terzo dell’assemblea a festeggiare il neo-eletto.

Canton, ritenuto vicino alla famiglia Bossi e sponsorizzato dal capogruppo Marco Reguzzoni, ha garantito di lavorare ”per tutta la Lega e non per dividere”. Un compito comunque difficile, perché l’elezione del direttivo provinciale, avvenuta sempre oggi 9 ottobre, ha portato alla scelta di 6 ‘maroniani’ contro 3 vicini al neo segretario, che aggiunti ai membri di diritto mantengono la stessa proporzione.

Roberto Maroni e il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, hanno partecipato ai lavori, essendo militanti varesini, ma non hanno mai preso la parola, allontanandosi senza incrociare nemmeno i giornalisti. Del resto con la presenza inattesa di Bossi, accompagnato dal figlio Renzo e Rosi Mauro, rimanevano pochi margini di manovra. Il leader, nel suo intervento, ha criticato la gestione uscente del maroniano Stefano Candiani, invocando ”gente nuova” per ”rilanciare la Lega sul territorio”. ”La Lega? E’ unita intorno a Bossi”, ha chiosato Reguzzoni, l’unico dirigente a parlare davanti alle telecamere, in una sala ormai deserta..