Manovra da 11,5 miliardi, emendamenti da 26: è la politica “responsabile”

Pubblicato il 15 Ottobre 2012 14:39 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2012 15:12
Il governo Monti (LaPresse)

ROMA – La Legge di Stabilità (nuovo nome della Finanziaria) del governo Monti ammonta a 11,5 miliardi, fra tagli e tasse. Le modifiche richieste dai partiti (Pd, Pdl, Idv, Udc) sommate fanno 26 miliardi. Dalla notte fra il 9 e il 10 ottobre, quando il governo dopo un consiglio dei Ministri fiume rese nota una bozza di Legge di Stabilità, sulla più importante delle leggi di bilancio sono piovuti divieti, dissensi e poi richieste. Le elenchiamo:

Niente riduzione delle agevolazioni fiscali. Il governo ha fissato allo stesso tempo una franchigia di 250 euro e un tetto di 3.000 euro alle detrazioni che si possono chiedere al Fisco quando si presenta la dichiarazione dei redditi. Tetto e franchigia sarebbero retroattive, ovvero sono applicabili già alle dichiarazioni dei redditi 2012. Dalle mini-detrazioni spazzate via dalla franchigia si otterrebbero 900 milioni di euro. Dal tetto altri 140 milioni. Contro il tetto e la franchigia sono schierati il Pdl con Maurizio Lupi e Maurizio Gasparri e l’Udc con Pierferdinando Casini. Se Monti accoglie le loro richieste dovrà trovare in altro modo 1,4 miliardi di euro.

Niente aumento dell’Iva dal 21% al 22%. Contro l’aumento di un punto dell’Iva sono schierati Confcommercio, Confindustria e il Pdl, con il segretario Angelino Alfano in prima linea. Se non aumenta l’Iva Monti dovrà eliminare dalla voce entrate 6,5 miliardi di euro.

Tagli alla scuola. La Legge di Stabilità prevede un aumento dell’orario di lezione e un accorpamento delle “piccole scuole” con quelle che hanno più allievi. Contro questa misura ci sono il Pd con la presidente della Commissione Cultura alla Camera Manuela Ghizzoni e col deputato Michele Meta è Rifondazione Comunista con Paolo Ferrero. Se il governo non vara questa misura, per le casse dello Stato è un mancato risparmio per 1 miliardo di euro.

Tagli alla Sanità. Ridotti da un miliardo e mezzo a 600 milioni, i tagli alla Sanità hanno comunque trovato prima il muro interno del ministro Renato Balduzzi e poi l’opposizione di mezzo Pd e dei governatori delle Regioni. Se il governo si rimangia i tagli dovrà trovare 600 milioni di euro.

Esodati. Il Pd, ex sindacalista ed ex ministro del Lavoro Cesare Damiano ha presentato una proposta di legge (appoggiata anche da Pdl e Idv) che modifica la riforma Fornero: pur con forti disincentivi, i lavoratori che hanno fra i 57 e i 59 anni e almeno 35 anni di contributi potrebbero andare in pensione con il vecchio criterio contributivo fino al 2017. La proposta è stata approvata all’unanimità in Commissione Lavoro. Poi è intervenuta la ragioneria dello Stato che ha fatto notare che – al netto delle ingiustizie prodotte dalla riforma Fornero – approvare il Ddl Damiano costerebbe allo Stato 17 miliardi di euro.