Legge di Stabilità. Contro le Asl sprecone la mannaia Bondi. 5 miliardi l’anno

Pubblicato il 17 Ottobre 2012 12:23 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2012 12:23
Legge di stabilità: i tagli del commissario Bondi alle spese fuori controllo delle Asl

ROMA – Legge di stabilità: se fosse il commissario Bondi, l’unico vero asso nella manica del Governo Monti per ridurre gli sprechi? Il super commissario ha preso di mira soprattutto il settore della sanità pubblica: Asl e Regioni si mangiano il triplo di quanto costano farmaci, protesi, garze…: le forbici costringeranno gli amministratori pubblici ad adottare rigidi costi standard per un risparmio di 5 miliardi l’anno. Tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione  infatti, dovranno essere adeguati alla media degli enti locali, con un ulteriore sconto del 20%.

Come funziona il metodo Bondi? Una ricognizione sulla spesa storica nella sanità ha permesso di stabilire che con l’assegnazione alle Regioni del compito di gestire il comparto, il rilassamento nei controlli ha prodotto il raddoppio della spesa per acquisto di beni da dieci anni a questa parte. Cosa che no è avvenuta con la centralizzazione degli acquisti nel resto del settore pubblico che ha visto un sia pur lieve calo dei prezzi. Per fare un esempio, Bondi raccontò, in un confronto con gli interlocutori istituzionali delle Regioni, come a distanza di cento metri due strutture pubbliche spendessero una il doppio dell’altra per costo/utente nella propria mensa ospedaliera. Esempio indicativo per intervenire subito sugli acquisti non sanitari delle Asl e sull’acquisto di dispositivi medici.

Importante è quindi la definizione di un costo standard per ogni categoria merceologica: Bondi ha stabilito una spesa media e poi ha tracciato una banda di oscillazione del 10% sopra e sotto quella linea mediana. Ha scoperto che il 26% della spesa per acquisti non sanitari era sicuramente in eccesso. Sui 12,6 miliardi di spesa complessiva quel 26% vale in termini assoluti 3,276 miliardi: la scure, prudentemente, 2,5 miliardi, ovvero tre quarti del valore degli sprechi. Stesso metodo per i dispositivi medici: su 7 miliardi spesi, lo spreco è di 2,31 miliardi, un terzo della spesa complessiva. Il taglio di Bondi si limita a 1,75 miliardi (tre quarti del valore degli sprechi).