Legge elettorale, Pd mette turbo: in aula 27 aprile. Brunetta: “Colpo di Stato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2015 23:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2015 23:08
Legge elettorale, Pd mette turbo: in aula 27 aprile. Brunetta: "Colpo di Stato"

Legge elettorale, Pd mette turbo: in aula 27 aprile. Brunetta: “Colpo di Stato”

ROMA – Legge elettorale in Aula il 27 aprile: la conferenza dei capigruppo alla Camera mette il turbo su richiesta del democratico Roberto Speranza, ma le opposizioni insorgono e gridano tutte allo “strappo” per l’improvvisa accelerazione. In testa alla rivolta, il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta che parla addirittura di un “colpo di Stato” e promette un’opposizione “con tutte le forze” a questo ennesimo “blitz di Renzi”.

Come già preannunciato mercoledì dal vicecapogruppo del Pd, Ettore Rosato, il Pd si è presentato alla riunione dei capigruppo, che doveva stabilire il calendario di aprile, con la richiesta di inserire l’Italicum tra i temi di discussione. La data proposta è stata il 27. In questo modo, dopo il ponte del Primo maggio si potranno contingentare i tempi, dato che il regolamento di Montecitorio lo permette quando si riprende l’esame di un ddl il mese successivo. Ma la reazione delle opposizioni è stata durissima.

Renato Brunetta ha parlato di “colpo di stato inaccettabile” a cui Fi si opporrà “con tutte le forze”. Mentre Arturo Scotto, di Sel, stigmatizza il fatto che il Pd “abbia strumentalizzato una riforma per un regolamento di conti interno”, tra Renzi e la minoranza bersaniana. Fabiana Dadone, del Movimento 5 Stelle se la prende invece con la presidente della Camera Laura Boldrini, accusata di essere “un semplice notaio delle decisioni della maggioranza” senza svolgere il ruolo “di tutela delle opposizioni”.

L’accelerazione intanto agita anche la minoranza Pd, convinta che l’Italicum vada cambiato: “In gioco è la democrazia”, dicono i bersaniani.  Stefano Fassina, parla di una “prova di forza” per mettere in un angolo la minoranza. Il premier Matteo Renzi non proferisce parola, dirà la sua lunedì in Direzione, convocata per definire la linea sulle riforme. Ma i renziani assicurano che proseguirà dritto per la sua strada dal momento che di sedi di discussione ce ne sono state tante, e diverse modifiche volute dalla minoranza sono state già accolte nel testo.

Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, minimizza: “Normalmente le opposizioni sono sempre contrarie alle proposte di calendario, ma si deve pur andare avanti”. In ogni caso per Boschi, “visto che si va in Aula il 27 aprile, tra un mese, c’è tutto il tempo per ragionare in Commissione”. Qui la maggioranza dovrà fare i conti con il presidente Francesco Paolo Sisto, che è di Forza Italia e di fede “fittiana”.