Legge elettorale, Pd-Pdl: “Intesa entro settembre-ottobre”

Pubblicato il 11 agosto 2012 20:32 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2012 21:00
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (Foto Lapresse)

ROMA – Il rinnovato invito di Giorgio Napolitano a trovare un’intesa sulla nuova legge elettorale ha portato Pdl e Pd a coincidere almeno nelle tempistiche: secondo entrambi i partiti l’intesa si troverà entro settembre-ottobre. L’annuncio arriva da Luciano Violante e Fabrizio Cicchitto.

L’intesa sarà frutto di una ulteriore mediazione ma già ora,dice il democratico Violante, sono stati ”piantati alcuni pilastri”. Tra questi l’ex presidente della Camera indica anche la soglia per i piccoli partiti: per entrare alla Camera i partiti dovrebbe superare uno sbarramento nazionale del 5 per cento.

”Ci sono ancora aspetti non secondari da precisare ma su questa base si possono raggiungere gli obiettivi che sembrano condivisi”, spiega Violante.

L’appuntamento è per fine agosto quando si riunirà il comitato ristretto della commissione Affari Costituzionali del Senato. Tutti lo indicano come l’incontro decisivo al quale i gruppi non si presenteranno a mani vuote o con pregiudiziali paralizzanti. ”Sì, ce la possiamo fare”, riconosce anche Cicchitto, ”Giorno più giorno meno entro settembre”, spiega il capogruppo pdl, secondo il quale bisogna però superare il punto di frizione rappresentato dall’assegnazione del premio. Il Pdl chiede che vada al partito più votato e non alla coalizione vincente: ”Sul resto collegi, preferenze,sistemi di voto siamo aperti al confronto”.

A dare indicazioni costruttive e di disponibilità c’è anche Maurizio Gasparri: anche lui dice che la nuova legge ”si farà e sicuramente a settembre”. Gasparri chiede che non ci siano veti o pregiudiziali a sinistra e difende nuovamente la scelta di prevedere il presidenzialismo, posizione questa che è stata criticata da Napolitano.

A proposito del Quirinale, l’ipotesi di un possibile messaggio alle Camere del capo dello Stato per chiedere formalmente l’approvazione della legge elettorale viene definita una ”chiacchiera ferragostana” da ambienti quirinalizi. La cosa ha fatto comunque inalberare l’ex ministro Gianfranco Rotondi che ha minacciato di essere pronto ad attaccare Napolitano in aula se dovesse davvero arrivare un messaggio del colle.

La scelta di Pd e Pdl in favore di una legge che potrebbe penalizzare chi rimane al di fuori degli schieramenti dà nuovamente il destro ad Antonio Di Pietro per attaccare il fronte che sostiene il governo: ”Si sta cercando di fare una legge elettorale che isoli i partiti che non sia allineano”, sottolinea il leader Idv. Belisario dice che non ci sarà nessuna intesa, alla fine, e che quella a cui stanno assistendo gli italiani eè solo una ”squallida telenovela”.