Legge elettorale con “premietto” del 5%: intesa Pdl-Pd a fine maggio

Pubblicato il 29 Aprile 2012 15:13 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2012 15:45

ROMA – Pdl e Pd potrebbero raggiungere un accordo sulla legge elettorale già per fine maggio. I principali partiti starebbero pensando di cambiare il “Porcellum” con un modello spagnolo-tedesco che abbia un “premietto” di maggioranza del 5% dei seggi. In questo modo chi vince non prende tutto. Paola di Caro sul Corriere della Sera spiega come si sta delineando l’accordo tra i principali partiti.

Al di là delle liti pubbliche, il cammino della legge elettorale è molto più avanzato di quanto si pensi e il più felice sembra essere Silvio Berlusconi. È lui che, nell’ultima riunione con i vertici Pdl, ha dato l’okay perché si arrivi alla stretta sull’accordo che prevede un sistema spagnol-tedesco basato sulla competizione tra partiti e non più tra coalizioni, con correttivi in senso bipolare, ma che prevede che le maggioranze si formino in Parlamento più che nelle urne”.

“Per cambiare davvero l’Italia occorre qualcosa di eccezionale, un accordo tra maggioranza e opposizione che, profittando di un comune sostegno a un governo di tecnici, realizzi quelle riforme che una parte politica da sola non può realizzare”, è d’altra parte il desiderio dell’ex premier, affidato a un’intervista a Gente. Dove assicura anche che non è sua intenzione candidarsi per il Quirinale, perché il suo ‘impegno in politica’ potrebbe ‘concludersi con il successo’ di un grande cambiamento istituzionale. Insomma, il suo sarà un ruolo da padre nobile, è il messaggio, non da protagonista: quella di chi, ancora in questi giorni, non essendosi ‘mai pentito di aver sostenuto Monti’ ritiene che la Grande Coalizione potrebbe essere la soluzione per l’Italia anche nella prossima legislatura”.

“La legge infatti prevede che i parlamentari vengano eletti per metà in collegi uninominali e per metà in liste bloccate. La soglia di esclusione sarebbe al 5%, il recupero dei resti avverrebbe nelle singole circoscrizioni, l’indicazione del premier sarebbe obbligata (l’idea è di non permettere che forze che si presentano separate sostengano lo stesso candidato) e per chi arriva primo c’è un premio che potrebbe attestarsi al 5% dei seggi, anche se le proposte oscillano tra il 2 e il 6%”.

In sostanza chi vince (difficile immaginare che un unico partito prenda il 45% o più) si alleerà con partiti simili (Pdl e Lega o Pd, Idv e Sel); oppure con un partito centrista, o ancora si potrebbe delineare una maggioranza tra i principali due o tre partiti. Un po’ come succede oggi con i partiti che appoggiano Monti. Ipotesi diversissime che ancora non lasciano intravedere quale sarà la maggioranza di domani.