Legge Severino, Cassazione: “Competenza non più del Tar ma dei giudici ordinari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 1:37 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 1:37
Legge Severino, Cassazione: "Competenza non più del Tar ma dei giudici ordinari"

Vincenzo De Luca con Renzi (Ansa)

ROMA – L’orientamento dei giudici della Cassazione era già emerso prima della camera di consiglio e sarebbe ampiamente maggioritario per attribuire al giudice ordinario, e non al Tar, la competenza ad applicare la legge Severino ai politici condannati. Le Sezioni Unite civili della Cassazione, oggi dovevano appunto stabilire se sia del giudice ordinario o del Tar la competenza a decidere il ‘destino’ dei politici condannati e incappati nell’esilio forzato dagli incarichi elettivi per effetto della legge Severino.

Se la tempistica sarà rispetta, la decisione potrebbe incidere già sulla tornata elettorale di domenica prossima, in particolare per la Campania – una delle regioni dove si vota insieme a Marche, Puglia, Toscana, Liguria, Veneto e Umbria – dove si tratta di capire se, in caso di vittoria dello sfidante Vincenzo De Luca, sarà effettivamente il candidato del Pd a governare la regione e a prenderne le redini dalle mani del governatore uscente Stefano Caldoro del Pdl che nel marzo 2010 aveva avuto la meglio con più di dieci voti percentuali di scarto.

De Luca, infatti, se la Suprema Corte – come tutto fa presumere anche in base alle indicazioni espresse da ben due diversi rappresentanti della Procura della Cassazione – affiderà al tribunale ordinario l’ultima parola sull’applicazione della Severino, potrebbe avere la strada in salita per insediarsi nel nuovo incarico e potrebbe dover ‘scontare’ diciotto mesi di purgatorio ‘severiniano’. Tradizionalmente, infatti, i magistrati ordinari sono meno ‘laschi’ di quelli contabili nell’applicare la Severino, anche se le eccezioni si possono sempre verificare. A sollevare il problema della competenza davanti alle Sezioni Unite civili è stato un ricorso del ‘Movimento per la difesa del cittadino’ difeso dall’avvocato Gianluigi Pellegrino che è stato “molto soddisfatto” per la lancia spezzata, a discapito di Tar e Consiglio di Stato, sia dal Pg Luigi Salvato che aveva depositato una requisitoria scritta un paio di mesi fa, sia dal Pg Umberto Apice presente all’udienza di oggi.

Un parere per il quale ha invece ‘masticato amaro’ l’avvocato Lorenzo Lentini che ha difeso il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, anche lui condannato e ‘reintegrato’ in servizio dal Tar. Per quanto riguarda De Luca, lo scorso 21 gennaio il Tribunale di Salerno lo ha condannato – pena sospesa – a un anno di reclusione e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per abuso di ufficio in relazione alla nomina di un project manager per il progetto di realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. In forza della Severino, il 23 gennaio De Luca è stato sospeso per diciotto mesi dalle sue funzioni di sindaco di Salerno nelle quali tre giorni dopo lo ha ‘rimesso’ il Tar della Campania.

Oltre a De Luca, sempre in Campania potrebbero cambiare le sorti per Luigi De Magistris. Sospeso in base a una condanna per abuso d’ufficio e tornato in carica grazie al Tar, il sindaco di Napoli avrebbe ora un mese di tempo per presentare ricorso al giudice ordinario che dovrà poi decidere se sospendere o confermare gli effetti della Severino. Nel frattempo dovrebbe poter rimanere in carica, anche se su questo punto la chiarezza non è totale.