Legge Severino, Corte Costituzionale conferma sospensioni incarichi anche in Regione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 dicembre 2016 6:00 | Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2016 2:30
Legge Severino, Corte Costituzionale conferma sospensioni incarichi anche in Regione

Legge Severino, Corte Costituzionale conferma sospensioni incarichi anche in Regione

ROMA – Un consigliere regionale o un governatore della Regione che sono condannati penalmente, anche se non in via definitiva, non possono ricoprire ruoli e incarici pubblici. La Corte Costituzionale nella sentenza numero 276 depositata il 16 dicembre 2016 sancisce la conferma della Legge Severino che prevede così la incandidabilità e la sospensione dall’incarico anche per il Presidente e i componenti di un Consiglio Regionale in caso di una condanna penale.

Per gli amministratori locali previste dalla legge Severino hanno “natura non punitiva” e quindi non sono assoggettabili al “principio di irretroattività valido per le pene e per le misure amministrative di carattere punitivo-afflittivo”. Né le diverse misure previste dalla norma per i parlamentari e amministratori di enti locali configurano una disparità di trattamento, perché queste figure operano a un diverso “livello istituzionale e funzionale”.

Respinti anche i rilievi sull’eccesso di delega. Queste le motivazioni per cui la Corte Costituzionale ha rigettato in parte come inammissibili e in parte come infondate le questioni di legittimità sollevate sulla legge Severino dalla Corte d’appello di Bari, in relazione alla posizione del consigliere regionale Fabiano Amati, e dal Tribunale di Napoli in relazione al presidente della Regione Vincenzo De Luca. I contenuti essenziali della decisione erano già stati comunicati il 5 ottobre, dopo l’esame della causa, mentre il 16 dicembre è stata depositata la sentenza redatta dal giudice Daria De Pretis.

Per leggere la sentenza integrale della Corte Costituzionale numero 276 – ANNO 2016 clicca qui.

La sentenza numero 276 2016 della Corte Costituzionale