Legge sicurezza/ Di Pietro, “Napolitano titubante, se lui abdica al suo ruolo siamo senza speranza”

Pubblicato il 15 Luglio 2009 20:50 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 20:50

Il presidente della Repubblica è stato «titubante» nel promulgare la legge sulla sicurezza. «Con il suo lamento ammanta di ipocrisia una legge che doveva tornare al Parlamento». Con queste parole Antonio Di Pietro ha commentato la lettera del presidente della Repubblica contenente i suoi dubbi sulla legge sulla sicurezza. Il provvedimento, secondo il leader dell’Idv, doveva «essere espulso dall’ordinamento». Di Pietro si dice inoltre addolorato davanti alla «continua titubanza del presidente della Repubblica nel prendere in mano la situazione e soprattutto nell’affrontare i compiti che la Costituzione gli impone».

«È vero o no che il Presidente della Repubblica ha espressamente detto che la legge sulla sicurezza è in contraddizione con il nostro ordinamento? – continua Di Pietro – Allora che senso ha la sua firma? L’unica nostra garanzia rimasta è il controllore, ossia il garante della Carta Costituzionale, ma se persino lui abdica al suo ruolo, allora vorrà dire che non abbiamo più alcuna speranza».