Contratti a termine, Fornero: “Tra un rinnovo e l’altro solo un mese”

Pubblicato il 16 Ottobre 2012 10:25 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2012 10:26
Contratti a termine: Elsa Fornero annuncia la riduzione dei tempi di attesa fra un rinnovo e l’altro

ROMA – Contratti a termine: Elsa Fornero ha annunciato una prima modifica della sua riforma del Lavoro “per ridurre i tempi di attesa imposti tra un rinnovo e l’altro” dei singoli contratti. Partecipando a un forum organizzato dal Sole 24 Ore, il ministro ha spaziato a tutto campo sui temi del lavoro, dalla rigidità dei contratti in entrata alla vicenda degli esodati, dalla produttività ai tagli delle agevolazioni fiscali contenuti nell’appena licenziata legge di stabilità. A questo proposito Fornero ha annunciato un’altra novità, concordata con il ministro dell’Economia Grilli: “”Non ci sarà più la tassazione dell’indennità di accompagnamento e il taglio del 50% sui permessi previsti dalla legge 104 per i disabili o la cura dei parenti affetti da handicap”.

Altra notizia deducibile dalla lunga conversazione è che la situazione della Cassa previdenziale dei ragionieri verrà esaminata attentamente. Non anticipa interventi definitivi, come un commissariamento, ma la cassa “non ha ottemperato alla legge” è la dura constatazione. Il problema c’è. Tornando ai contratti a termine il ministro spiega che sono state raccolte le prime “evidenze empiriche”  dell’impatto delle nuove norme sul mercato del lavoro. Non era stato attentamente valutata l’entità del numero dei contratti a termine. Sono 400 mila i contratti in scadenza, di cui il 40% nella Pubblica Amministrazione. Sono in troppi che rischiano di non vedersi rinnovare il contratto.

L’idea di Fornero, che ammette la sottovalutazione del caso ma denuncia l’eccesso di flessibilità in entrata utilizzata dalle imprese: flessibilità impropria “come sostituto della svalutazione nei tempi in cui non era più possibile la svalutazione monetaria”. Quello che propone il ministro è una rapida rimodulazione dei tempi di intervallo: “”L’ipotesi è di ridurre a un mese al massimo il termine di sospensione tra un rinnovo e l’altro”. Sulle partite Iva invece il ministro non ha cambiato idea, ma il criterio guida, il metodo privilegiato è un monitoraggio permanente che di volta in volta segnala criticità e vantaggi. Un cantiere aperto, come succede in Germania dove le riforme di 10 anni fa continuano ad essere aggiornate, emendate, oppure cestinate quando non raggiungono i risultati sperati.