Legge Zan, Gasparri: la proposta si può cambiare. No scatola chiusa    

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 27 Maggio 2021 20:33 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2021 20:40
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Legge Zan, Gasparri: la proposta si può cambiare. No approvazioni a scatola chiusa (foto Ansa)

La legge Zan per il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri si deve e si può cambiare. No ad approvazioni a scatola chiusa come vorrebbero le sinistre. Oggi in commissione Giustizia al Senato ci sono state le audizioni sulle norme del Ddl Zan. Ostellari propone di ridurre a 70 le audizioni

La proposta sull’omofobia si deve cambiare e si può cambiare”, ha detto il senatore Gasparri che continua

“Noi diciamo che l’art. 1 sulla dichiarazione libera di cambiamento di genere, l’art. 4 sui reati di opinione, l’art. 7 sulla scuola devono essere rivisti radicalmente.

Non c’entrano nulla con l’inasprimento delle sanzioni per chi ha comportamenti violenti per pregiudizi sessuali e per omofobia.

 Quelle sanzioni possono essere raddoppiate, triplicate come propone tutto il centrodestra.

Ma argomenti che sono estranei a questa vicenda devono essere accantonati.

Il confronto vuol dire entrare nel merito, senza la pretesa delle sinistre di imporre l’approvazione a scatola chiusa di un testo che anche da sinistra viene da molti criticato.

L’atteggiamento di Letta e di altri, votare e tacere, è antidemocratico.

Il Senato ha tutto il diritto di esprimersi e noi siamo prontissimi a un confronto di merito, che riguarda questioni che sono state introdotte con il pretesto dell’omofobia per un mutamento antropologico della società italiana.

E di questo non si ha il diritto ma si ha addirittura il dovere di discutere” ha concluso il senatore forzista.

Le audizioni in commissione giustizia al Senato. La proposta di Ostellari

Oggi in Senato in commissione giustizia ci sono state le audizioni sul Ddl Zan.

Il presidente della Commissione Andrea Ostellari si è detto disposto a ridurre a 70 le audizioni  in presenza. Altre 70 sarebbero in forma di invio di relazioni.

Parallelamente si dovrebbe fare un tavolo di confronto politico con i capigruppo dei partiti e di commissione, per un arrivare a un testo condiviso entro metà luglio. 

Dopo la conclusione del tavolo politico si fisserebbe il termine per presentare emendamenti.

Lo stesso Ostellari le aveva ridotte dalle 225 che erano alle attuali 170.

Per il presidente dei Senatori del Pd Marcucci  la proposta di Ostellari è un segnale positivo

“Il taglio fortissimo delle audizioni fatto da Ostellari è un segnale positivo. Ora più vicino l’approdo in aula del ddl Zan”. Ha scritto  su twitter il presidente dei senatori del Pd, Andrea Marcucci.

Il senatore PD all’assemblea dei Senatori del Pd dell’11 maggio aveva già espresso la necessità di rispettare  opinioni “diverse”, pur dichiarandosi pronto a “votare la legge così com’è”. Posizione ribadita anche nell’intervista di ieri all’’Avvenire in cui pur auspicando il dialogo con gli interlocutori  ha detto sarebbe stato leale alle indicazioni del suo partito in assenza di voci dialoganti.

 

L’ associazione donne “Siamo così” all’audizione in Senato. Preoccupate e offese per le conseguenze del Ddl Zan

“Ci sentiamo preoccupate e offese come donne, mamme e nonne per l’equiparazione a generi non biologici ma basati solo sull’autodeterminazione. Noi donne ci siamo battute per ottenere diritti che ora ci vengono usurpati dauomini che si percepiscono e autodefiniscono donne. Siamo preoccupate perché ci chiediamo cosa avverrà di noi con l’approvazione del ddl Zan”.

Così ha espresso le sue preoccupazioni Anna Cavallo, presidente di “Siamo Così”, associazione di promozione sociale che promuove la vita, la famiglia e la libertà educativa.

L’articolo 4 del DDl Zan, le osservazioni dell’associazione 

“Con l’articolo 4 si permette un’estensione del potere giudiziario che punisce penalmente oltre al fatto compiuto anche una manifestazione di idee e di pensiero in quanto espressione di una presunta disposizione interiore”, ha osservato durante l’audizione la presidente Anna Cavallo.

“Da cittadine ci domandiamo quali siano gli elementi oggettivi di valutazione sui quali il giudice baserà la propria sentenza.

Il ddl non è tassativo e di conseguenza è presente l’incertezza e l’indeterminatezza di cosa sia sanzionato penalmente.

Ci preoccupa moltissimo tale vaghezza perché comporterà limiti alla libertà di espressione, di opinione e di manifestazione di pensiero.

Non solo ma il giudice potrà sanzionare a sua discrezione: ci chiediamo se nella democrazia in cui viviamo ciò sia possibile”.

L’articolo 7: piani che destano disorientamento nella fase evolutiva del bambino e dell’adolescente

“Ci sentiamo preoccupate – ha proseguito la presidente Cavallo- per i nostri figli e nipoti perché l’articolo 7 introduce nelle scuole piani di offerta formativa sull’omofobia, la bifobia a discapito del rispetto della persona umana in quanto tale.

Piani che destano disorientamento nella fase evolutiva del bambino e dell’adolescente in particolare.

Siamo fermamente convinte che tale ddl sia irricevibile.

Ci chiediamo se tale libertà sarà compromessa e dovremo sottostare alla dittatura del pensiero unico che tale legge vuole imporre: sarà ancora possibile in virtù della libertà educativa dire ai nostri figli e nipoti che maschio e femmina li creò?

Per tali motivi vogliamo dire che il ddl venga respinto”.