Ddl sicurezza. Maroni: voto di fiducia subito. Franceschini: l’alba di nuove leggi razziali

Pubblicato il 6 maggio 2009 17:34 | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2009 17:42

Il ministro Maroni ha fretta, vuole un voto di fiducia in Parlamento entro giovedì 7 maggio. E porta un argomento a suo dire risolutivo e concreto: se il disegno di legge sulla sicurezza non diventa legge effettiva entro questa data, allora ci sarà un’altra settimana di vuoto legislativo, o meglio di vecchia legge. Settimana in cui, dice il ministro «dovremo rilasciare altri 250 clandestini». Rilasciarli dai Cie, centri di identificazione ed espulsione. Con la vecchia legge in quei centri si può essere trattenuti per 60 giorni, con la nuova per sei mesi.

Con la nuova legge si introduce il reato di immigrazione clandestina, punibile però solo con un’ammenda, il carcere è stato vietato di fatto dalle obiezione europee che hanno fatto notare come la detenzione sia oltre modo punitiva oltre che impraticabile, data la diversa natura dell’immigrazione clandestina (rifugiati politici, perseguitati…) e il numero dei clandestini per i quali non esisterebbero carceri sufficienti. Per gli immigrati regolari c’è l’aumento della tassa da pagare al rinnovo del permesso di soggiorno e ci sono soprattutto i forti limiti ai ricongiungimenti familiari. Non c’è più il divieto di iscrivere i figli a scuola senza permesso di soggiorno. Un “corpus” legislativo concepito e voluto per rendere impossibile la vita ai clandestini e difficile la vita agli immigrati regolari. Al confine con il rispetto dei diritti umani, in sintonia con la maggioranza della pubblica opinione. Un “corpus” che il leader del Pd, Franceschini, definisce come volontà di ritorno alle “leggi razziali”.

Ma perchè il voto di fiducia? Il governo dispone in Parlamento di una larghissima maggioranza e il motivo per cui vuol chiedere e ottenere la fiducia non è solo la fretta di fare in fretta. Con il voto di fiducia non si votano emendamenti, parti della legge, e soprattutto non nsi votano a scrutinio segreto. Proprio la caratteristica “dura”, Maroni stesso l’ha definita «cattiva» di queste leggi, non convince parlamentari della stressa maggioranza. Si vede e si conta ad ogni voto segreto. Il quotidiano dei vescovi ha definito un «errore» il ricorso al voto di fiducia perchè queste leggi non sono in sintonia con il sentire cattolico in tema di immigrazione e diritti umani.