Legittima difesa, Bonafede: “No alla liberalizzazione delle armi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 luglio 2018 18:35 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2018 18:35
Legittima difesa, Bonafede: "No alla liberalizzazione delle armi"

Legittima difesa, Bonafede: “No alla liberalizzazione delle armi” (Foto Ansa)

ROMA – “No alla liberalizzazione delle armi”: a chiarire i contorni della proposta di legge sulla legittima difesa promossa dalla Lega è il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. “In alcun modo la realizzazione dell’obiettivo riformatore, per come concepito dalla maggioranza, potrà portare alla liberalizzazione delle armi in Italia, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] la detenzione ed il porto delle quali risultano disciplinate da disposizioni normative rigorose sulle quali il Governo non avverte alcuna esigenze di intervenire, trattandosi di leggi che rappresentano, per altro, strumenti irrinunciabili nella lotta alla criminalità”, ha chiarito Bonafede durante il Question Time alla Camera.

Secondo M5S, sulla questione sarà necessaria un’adeguata valutazione. “In considerazione della delicatezza della materia trattata, della complessità e dell’impatto a livello sociale è necessaria un’analisi approfondita delle norme esistenti e dei testi presentati. Ciò è doveroso per il M5S, così da rendere la legge realmente efficace ma nella piena sicurezza dei cittadini. Il nostro sarà un lavoro scrupoloso, di sintesi e ragionato nel solco delle garanzie Costituzionali, senza muoversi sull’onda emotiva”, ha aggiunto il senatore M5S della commissione Giustizia Francesco Urraro.

Sulla questione è intervenuta anche la Lega, che ha chiarito che nella sua proposta sulla legittima difesa “nessuno vuole assolutamente liberalizzare le armi. Nessuno vuole il Far West o la giustizia fai da te”, ha detto il sottosegretario agli Interni e primo firmatario della proposta di legge Nicola Molteni a margine della celebrazione dei 20 anni della polizia postale. “Noi vogliamo – prosegue – che il cittadino abbia il diritto di difendersi dentro casa sua senza subire una gogna processuale, costosa, di anni”.