Napolitano non fa ostacolo a Berlusconi e firma il legittimo impedimento

Pubblicato il 7 Aprile 2010 17:41 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2010 20:19

Giorgio Napolitano

Ha ritenuto di non potere e probabilmente non poteva davvero: Giorgio Napolitano non ha sollevato obiezioni da capo dello Stato alla firma della legge che costruisce un “cuscinetto legale” tra il premier e i suoi processi. Dal Quirinale arriva la notizia che la firma è stata apposta. Firma che sarà sicuramente corredata in seguito con motivazioni giuridiche e costituzionali. Firma che comunque risponde anche a considerazioni di “praticabilità politica”. Quella firmata da Napolitano è una legge fortemente voluta da una maggioranza politica uscita vincente e rafforzata dalle ultime elezioni. Non firmarla avrebbe aperto una frattura evidente tra le istituzioni, in certa misura dunque Napolitano non poteva ma neanche voleva fare altrimenti.

Silvio Berlusconi e i ministri del suo governo sono quindi esentati per legge dal rispondere a convocazioni dei magistrati in processi che li riguardino. La legge, detta del “legittimo impedimento” stabilisce che la funzione e gli impegni di governo fanno premio sull’attività e i calendari dei Tribunali. La legge, votata dalla maggioranza nei due rami del Parlamento, ha una validità temporale di diciotto mesi. E sarà “completata”, secondo quanto governo e maggioranza hanno già annunciato, dal “lodo” ultima versione, cioè dal successivo dispositivo di legge che rende non processabili durante il loro mandato le più alte cariche dello Stato. Si vedrà poi quali cariche e quali no, di sicuro la non processabilità riguarda il Presidente del Consiglio.

La firma di Napolitano suscita la reazione dell’opposizione. A caldo i più critici sono stati Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris che hanno parlato di “legge vergognosa”.  Per il senatore del Pd Ignazio Marino “il legittimo impedimento è la protezione per pochi potenti. È una legge ingiusta e autoritaria che non serve né alla giustizia né tanto meno ai cittadini che a stento riescono ad arrivare a fine mese.”

“Combinando questo provvedimento con il processo breve e la prescrizione dei reati, il potente – ha aggiunto Marino – non solo si sottrae definitivamente alla giustizia ma la manipola a suo vantaggio. Avremo così un Paese dove se sei politicamente influente sei anche al di sopra delle leggi. E ciò è intollerabile. Il legittimo impedimento si presta, inoltre, ad applicazioni di incostituzionalità che dovranno essere portate all’attenzione della Corte dei Conti”.

Marino traccia uno scenario fosco per il futuro della democrazia in Italia: “Se noi accettiamo una legge che serve, di fatto, solo a Cesare allora  mi domando se viviamo in una democrazia o stiamo scivolando inesorabilmente in un regime dittatoriale dai contorni a volte grotteschi ma altre assai pericolosi”.

Dura il giudizio di un altro senatore democratico, Giuseppe Lumia:  “È ufficiale. Per l’ennesima volta il governo e la maggioranza colpiscono a morte la giustizia italiana per consentire a Berlusconi di eludere i processi in cui è coinvolto”. Secondo Lumia “in qualsiasi Paese a democrazia avanzata il capo del governo, al di là dell’obbligo di legge, è tenuto a fugare qualsiasi dubbio e responsabilità di carattere giudiziario. In Italia, invece, da quando Berlusconi è sceso in politica il centrodestra è costantemente alla ricerca di sotterfugi e scappatoie ‘ad personam’. Tutto questo è immorale e vergognoso”.

Raficalmente diversa l’opinione degli esponenti della maggioranza. Giuseppe Marinello del Pdl esprime “grande soddisfazione per la promulgazione della legge sul legittimo impedimento”, e  aggiunge: “L’avallo di Napolitano testimonia che al di là delle polemiche strumentali dell’opposizione la norma elaborata dal Parlamento non presentava profili d’incostituzionalità e che s’inquadra in quei provvedimenti tendenti ad un sostanziale riequilibrio dei poteri che contribuisce alla stabilità di un sistema politico, così come peraltro voluta dalla maggioranza degli elettori italiani”.

La firma di Napolitano è una buona notizia anche per Margherita Boniver: “Dopo la vittoria alle regionali ed i primi accordi sulle riforme necessariela firma del Presidente Napoletano alla legge sul legittimo impedimento è un ulteriore passo positivo verso un rafforzamento dell’azione di Governo nei restanti anni della legislatura. Questa firma  ancora una volta sottolinea il ruolo forte di garante costituzionale di Napolitano ed irride quei giustizialisti che strepitano e minacciano sfracelli populisti”.