Legittimo impedimento, prosegue ostruzionismo opposizione

Pubblicato il 10 Marzo 2010 10:27 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010 11:39

Domenico Nania

Prosegue l’ostruzionismo dell’opposizione in Senato dove l’aula è impegnata nell’esame sul disegno di legge sul legittimo impedimento. Questo pomeriggio alle 17.00 si voterà la fiducia.

L’opposizione ha chiesto la verifica del numero legale quando il presidente di turno dell’Assemblea, Domenico Nania, ha messo ai voti il processo verbale della seduta precedente. La situazione si è fatta incandescente quando Nania ha atteso qualche minuto prima di passare alla votazione,  rumorosa la contestazione del senatore del Pd Garraffa.

«A cosa serve questa sceneggiata – lo ha interrotto Nania – come prassi consolidata per il primo voto c’è tolleranza. Ma come fate a dire che non è vero. Cerca di essere normale, senatore Garraffa». Tensione rientrata quando Nania ha chiamato la votazione. L’Assemblea non era in numero legale e, sulla base del Regolamento, la seduta è stata sospesa e aggiornata alle 10.00.

Alla ripresa dell’esame del ddl la presidente del gruppo Pd Anna Finocchiaro ha posto alcune domande al presidente Renato Schifani: «Perché la fiducia su un provvedimento di origine parlamentare? E perché su un provvedimento evidentemente tanto importante nella strategia del governo da meritare la fiducia non si è presentato in Aula al Senato il presidente del Consiglio?».

Finocchiaro ha poi ricordato la richiesta avanzata ieri di avere il premier in Aula, «per sapere dal governo come mai investe direttamente la propria responsabilità su un testo di origine parlamentare. Evidentemente ritiene questo oggetto specifico meritevole della prova di responsabilità del voto di fiducia, oggetto importante e prioritario nell’azione di governo».

Sui banchi del governo a Palazzo Madama siedono i ministri della Giustizia Angelino Alfano, delle Infrastrutture Altero Matteoli, del Welfare Maurizio Sacconi e dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Con loro diversi sottosegretari. Una rappresentanza «più numerosa del solito», ha osato il presidente del Senato Renato Schifani, ma comunque insufficiente a giudizio delle opposizioni.

Così la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro e il senatore dell’IdV, Fabio Giambrone hanno rinnovato la richiesta a Schifani perché si faccia parte diligente per conoscere dal ministro dei Rapporti con il Parlamento delle ragioni di questa assenza del premier, «visto che questa legge è fatta per lui».

Intanto i senatori dell’Idv scelgono una protesta silenziosa nell’aula di Palazzo Madama: seduti in terra, sotto i banchi dei relatori, con la Costituzione in mano.