L’Espresso: le spese della Difesa. Miliardi per esercito digitale e prototipi

Pubblicato il 3 Maggio 2013 3:00 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2013 7:57
L'Espresso: ecco le spese della Difesa. Da miliardi di euro

Il ministro della Difesa del governo Monti, Giampaolo Di Paola (Foto Lapresse)

ROMA – Le spese della Difesa anche in tempi di crisi: le enumera il settimanale L’Espresso in edicola venerdì 3 maggio. “Ventidue miliardi per digitalizzare l’Esercito, tre miliardi per i satelliti militari, oltre 600 milioni per un missile che resterà prototipo”: sono alcuni dei programmi “più esosi e discutibili” delle forze armate.

“Forza Nec, Sicral, Skymed, Meads. Sono progetti militari ignoti ai più che si traducono in miliardi a carico dei cittadini” scrive tra l’altro l’Espresso sottolineando che le spese sono state ricostruire “grazie a un documento redatto dal governo Monti”.

Si parte dal capitolo sull’ “attività spaziale”: l’Italia, si legge nell’articolo, “ha una costellazione di satelliti spia e da comunicazione militare già costati due miliardi e si prevede di spendere un altro miliardo nei prossimi anni”. In particolare l’espresso parla dei satelliti Sicral 2 (costo 235 milioni di euro) e degli Athena, in consorzio con la Francia (63,5 milioni).

C’è poi il “piano Mgcp per la mappatura digitale del globo che inghiotte 34 milioni” e i satelliti spia Cosmo Skymed (costo 1.137 milioni) con i loro radar scansionano senza sosta i continenti.

E ancora, nel “luglio 2012 i parlamentari hanno ratificato l’acquisto di un ulteriore satellite spia: l‘Opsat 3000, il gioiello israeliano che garantisce immagini portentose” dal costo di 350 milioni. A Tel Aviv, dice l’Espresso, andranno 182 milioni di dollari, mentre altri 200 milioni saranno intascati da Telespazio (Finmeccanica) che curerà il lancio e la gestione delle infrastrutture.

“Forza Nec” è invece il programma, scrive ancora L’Espresso, che prevede di trasformare tutto l’Esercito in un’unica rete digitale: “il preventivo è di 22 miliardi di euro, un record che surclassa persino le stime per il supercaccia F35. A gestire la partita, come “prime contractor”, sarà Selex Es, società anch’essa di Finmeccanica. “Da qui al 2031 tutto quello che verrà comprato dall’Esercito passerà attraverso il programma Forza Nec: fucili, elmetti, maschere antigas, autoblindo, fuoristrada, carri armati dovranno essere “digitalizzati”. Ad oggi sono stati già finanziati una ventina di prototipi, per una spesa complessiva di 325 milioni.

“Tra i tanti paradossi della tecnologia bellica a carico dei contribuenti c’è anche la scelta di finanziare due distinti programmi per la contraerea, sostiene ancora l’Espresso. Dieci anni fa l’Italia è entrata contemporaneamente nel consorzio europeo per il missile Samp-T e in quello con Germania e Stati Uniti per il missile Meads: entrambi destinati a fare più o meno le stesse cose”. il primo è in servizio e per 1,2 miliardi “potremo contare solo su cinque batterie operative, quanto basta per proteggere la capitale e Milano”.

Il secondo, invece, “è destinato al flop. La progettazione diretta dalla Lockheed è stata lenta e ha divorato oltre 3 miliardi, inclusi 593 milioni sborsati dall’Italia. Un anno fa gli Usa hanno annunciato la fine degli stanziamenti. A quel punto i due governi europei hanno fatto pressioni d’ogni genere per convincere l’alleato a ripensarci. Il risultato è un compromesso: gli americani hanno tirato fuori 400 milioni di dollari, più o meno la stessa cifra che avrebbero dovuto pagare come penale per rompere l’accordo. Fondi che serviranno per completare solo lo sviluppo del radar, mentre il sistema Meads non diventerà mai operativo”.