Letta e Napolitano contro Berlusconi e elezioni anticipate a novembre

Pubblicato il 29 settembre 2013 10:38 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 10:38
Letta e Napolitano contro Berlusconi e elezioni anticipate a novembre

Napolitano: sventare il piano di berlusconi per le elezioni a novembre

Che succederà dopo la caduta del Governo Letta? Gli italiani sono spaventati per le conseguenze della crisi di Governo sullo spread e sulle tasse, ma c’è anche tutto in mondo, trasversale a Pd, Pdl e Scelta Civica, in fibrillazione in queste ore.

Tutto il sottobosco dei partiti è in fermento, gente che si è installata da pochi mesi in posti importanti e ben retribuiti, grazie ai legami di partito e magari anche più intimi con esponenti dei partiti che partecipano alle Larghe intese o con ministri e ministre in carica.

Su tutti incombe il rischio elezioni anticipate, a novembre, che sarebbe il vero obiettivo di Berlusconi. Solo un lettore di Blitzquotidiano ha esultato, perché da nuove elezioni potrebbe derivare l’uscita dalla presidenza della Camera di Laura Boldrini. Ma come il suo, con nuove elezioni migliaia di posti di sottogoverno sarebbero a rischio.

Per rispondere alla domanda che tutti ci poniamo, una ipotesi è in questo titolo:

“Enrico Letta punta su un’altra maggioranza”.

Spiega Alberto Gentili sul Messaggero di Roma:

“La questione che Letta dovrà affrontare al Quirinale, appena Napolitano rientra a Roma, è il cosa fare. Il premier ha fatto trapelare di essere determinato a chiedere un «chiarimento in Parlamento, alla luce del sole e di fronte ai cittadini».E a precisa domanda via sms, se chiederà la fiducia, al cronista ha risposto con un “sì”. Grazie alla regia di un ministro di Scelta civica, sarebbero numerosi i parlamentari Pdl già con la valigia in mano”.

Nei piani di Enrico Letta ci sarebbe l’idea di

“prendere lunedì l’interim dei ministri dimissionari e di puntare martedì a un ”bis” grazie al voto dei fuoriusciti Pdl”,

senza dovere ricorrere al voto di transfughi dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Non solo, scrive Gentili,

“per garantire la governabilità, ma anche per regolare una volta per tutte i conti con Berlusconi. Tentazione che solleticherebbe anche Napolitano”. Ma se l’operazione non dovesse riuscire, se il reclutamento dei dissidenti del Pdl dovesse risultare insufficiente, Letta potrebbe dimettersi un istante prima del voto decisivo.

“Napolitano, per scongiurare le elezioni a novembre (il vero obiettivo di Berlusconi), potrebbe infatti puntare ad avere un governo dimissionario ma non sfiduciato.

“Obiettivo: mandare avanti Letta fino a gennaio, con il solo compito di fare la legge di stabilità e la riforma elettorale.

“Altra ipotesi, nel caso in cui il premier non volesse guidare una maggioranza raffazzonata e Napolitano non ritenesse adeguata la soluzione-ponte, è il “governo di scopo” presieduto dal presidente del Senato Grasso”.