Letta si salva, Berlusconi no? Silvio resiste e ordina: “Pdl voti sfiducia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2013 17:05 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 22:16
Angelino Alfano

Angelino Alfano (foto Ansa)

ROMA – Enrico Letta si salva, Silvio Berlusconi forse no. “Votate la sfiducia al governo Letta”, ordina il leader del Pdl ai suoi. Ma una porzione nutrita di parlamentari Pdl (una quarantina secondo Carlo Giovanardi) sarebbero pronti a fare le valigie, a fare un nuovo gruppo e a votare la fiducia a Letta.

Soprattutto di questi 40 fanno parte, oltre ovviamente a Giovanardi, i ministri del Pdl e Angelino Alfano che fino a oggi, ufficialmente, del Pdl è ancora segretario. Che ci sia aria di colpo di scena si capisce nel primo pomeriggio di martedì: Alfano e Berlusconi si vedono per un chiarimento. Ma non si tratta di dettagli: i due restano a colloquio per tre ore. Colloquio aspro in cui il segretario del Pdl fa quello che non aveva fatto il giorno prima: dice no a Berlusconi. Dice che i gruppi autonomi sono pronti. Talmente pronti che mentre i due parlano Giovanardi spiega alle agenzie che i parlamentari in odore di scissione sono 40. 

E sempre mentre Berlusconi e Alfano discutono un gruppo di colombe Pdl viene ricevuto da Enrico Letta. Qualcosa insomma succede. Ma la partita è aperta. Per Berlusconi, infatti, il dietrofront non sarebbe un semplice ripensamento ma una sconfitta secca. Meno di 24 ore fa ha detto chiaro e tondo che l’esperienza di governo era conclusa. E oggi? Oggi Berlusconi decreta la sua sentenza: “Il Pdl voti la sfiducia al governo”. Questo l’ordine lanciato dal leader del partito la sera del 1° ottobre. Alfano, invece, uscito dall’incontro ha invitato tutto il Pdl a votare la fiducia a Letta. 

Per ora lo scenario è che Letta si salva. Berlusconi, forse, no. Ma da qui a domani c’è ancora tempo per un colpo di coda.