Letta studia un altolà “morbido” alle lobby

Pubblicato il 27 Maggio 2013 14:30 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2013 14:30
Letta studia un altolà "morbido" alle lobby

Letta studia un altolà “morbido” alle lobby

ROMA – Letta studia un altolà “morbido” alle lobby. “Il presidente del Consiglio ha presentato le linee sulle quali si articolerà un prossimo disegno di legge  in materia di attività delle lobbies”. Il governo si è dato 15 giorni per per presentare una nuova regolamentazione delle lobby. Ne riferisce Il Giornale del 26 maggio. Il piano (elaborato dalla fondazione culturale cui partecipano il premier e il sottosegretario Alfano, VeDrò, e integrato dalle indicazioni dei “saggi”) prevede l’istituzione di un albo o elenco dei lobbysti, l’obbligo per i professionisti dei gruppi di pressione e dei decisori pubblici a relazionare sulle attività svolte online.

Le due figure, lobbysta e amministratore pubblico (ruoli pubblici, politici e amministrativi) non dovranno sovrapporsi o confondersi: non si può passare da una figura all’altra senza un congruo intervallo, una pausa fra le due professioni. Questo meccanismo è noto in gergo come “revolving door”, il ddl ne stabilirà il divieto.

L’altolà alle lobby, anche in seguito al clamore suscitato dal servizio de Le Iene a proposito di corruzione da parte di lobbysti in Parlamento, non sarà però un documento di censura contro una professione che, semmai, ha bisogno di essere regolamentata.

Sono scomparse, per esempio, norme come l’introduzione del reato di “traffico di influenze” immaginate dal governo Monti in una prima stesura di un progetto poi abortito. Avrebbe voluto dire dichiarare i lobbysti fuorilegge. E’ ragionevole supporre, anche per questa regolamentazione più soft, la contrarietà e l’opposizione della lobby dei lobbysti (ce n’è una riunita sotto le insegne dell’associazione Il Chiostro).