Letta taglia i voli di Stato, scena terza. Già Monti, Prodi…

Pubblicato il 7 Giugno 2013 17:39 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2013 17:39
Letta taglia i voli di Stato, scena terza. Già Monti, Prodi...

Letta taglia i voli di Stato, scena terza. Già Monti, Prodi…

ROMA – Letta taglia i voli di Stato, scena terza. Già Monti, Prodi… Ennesima stretta sui voli di Stato. Su sollecitazione di Enrico Letta palazzo Chigi ha diramato una circolare che prevede l’uso di velivoli solo quando “indispensabili” o per circostanze “eccezionali” quali “inderogabilità, sicurezza, urgenza, motivazioni istituzionali, mancanza di mezzi di trasporto alternativi”. Il segretario generale della presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, ha spiegato nella nota che il provvedimento serve per assicurare il raggiungimento degli “obiettivi governativi di contenimento della spesa pubblica”.

Giusto. A memoria, però, si ricordano analoghe strette, l’ultima del governo Monti, da far sorgere il dubbio che questi voli di Stato siano come i germi che si auto-riproducono: non si esauriscono mai. Fu una delle prime cose annunciate dal governo dei tecnici: “Tagliati del 92 per cento i voli di stato”. L’allora sottosegretario Catricalà poteva dichiarare sicuro: “Fu una delle prime cose annunciate dal governo dei tecnici: “I ministri viaggeranno in treno, l’aereo verrà usato soltanto per le destinazioni irraggiungibili con altri mezzi, come il treno o l’auto o per destinazioni come Madrid e Bruxelles, coperte dalle compagnie”.

Nel settembre del 2007, un’agenzia di Televideo recitava: “Giro di vite sull’utilizzo degli aerei di Stato da parte di esponenti politici Lo prevede una direttiva, pubblicata sulla Gazzetta Ufficile, emanata dal presidente del Consiglio, Prodi. Il trasporto aereo di Stato- si legge nel provvedimento- è riservato alle alte cariche di Stato per motivi istituzionali. Tra queste, il capo dello Stato, i presidenti di Camera e Senato, il presidente della Consulta, il premier e i presidenti emeriti della Repubblica”. Il Governo, anche allora, era impegnato nella difficile correzione di rotta sugli aerei blu. Come allora, dopo le strette di Prodi, dopo la correzione di Monti i voli di Stato sono continuati a proliferare come funghi.

Unica eccezione Berlusconi: durante il governo “bunga bunga”, come ironizzava Il Fatto Quotidiano, “bastava avere come unica credenziale l’amicizia col premier”.