Lezioni di federalismo all’università, dalla Gelmini arrivano 10 milioni di euro

Pubblicato il 25 Febbraio 2011 10:16 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2011 10:16

Mariastella Gelmini

ROMA – Due milioni l’anno per cinque anni per un totale di dieci milioni: secondo i dettami della riforma targata Gelmini sono destinati alle lezioni di federalismo all’Università.

Secondo quanto scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera per insegnare come affrontare il nostro probabile futuro federalista servono dei soldi , come scritto nell’articolo 28, per «concedere contributi per il finanziamento di iniziative di studio, ricerca e formazione sviluppate da università » in collaborazione «con le regioni e gli enti locali». Questo in vista «delle nuove responsabilità connesse all’applicazione del federalismo fiscale». I soldi potrebbero andare sia ad atenei pubblici che privati«fondazioni tra università ed enti locali anche appositamente costituite».

In più non sono accettati due beneficiari «avente sede nelle aree dell’obiettivo uno». Seguendo la ricostruzione i soldi dovrebbero andare a un ateneo del sud e a uno del Nord: quali saranno? Il 29 maggio dovremmo saperlo e Rizzo si chiede «Perché poi le università prescelte devono essere proprio due, di cui una al Sud? Forse che per un amministratore di Agrigento è più facile raggiungere, poniamo, Bari, anziché Roma? E per un sindaco friulano è più agevole recarsi in una città del Nord, come magari Torino, invece che nella capitale? Dove peraltro lo Stato già possiede proprie strutture create appositamente (e appositamente finanziate) per formare gli amministratori? Non esiste forse una meravigliosa scuola superiore di pubblica amministrazione, che peraltro ha sedi anche a Caserta, Acireale, Reggio Calabria e Bologna?»