Liberalizzazioni, dai taxi alle banche, prime intese sulle modifiche

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 20:54 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 20:55

ROMA – Uno dei principali nodi del decreto liberalizzazioni, quello sui taxi, e' vicino a essere sciolto, mentre su altri temi importante del provvedimento, e cioe' banche e assicurazioni, si profilano le prime intese. Il tutto in un clima che il presidente del Senato, Renato Schifani, definisce ''costruttivo''. I passi avanti si registrano dopo i primi incontri dei due relatori al decreto, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pdl).

Certo le questioni su cui la convergenza e' ancora da costruire sono diverse, tanto che lo stesso Bubbico dice che esse potrebbero richiedere l'intervento del premier Monti e dei segretari di partito.

La commissione Industria del Senato ha continuato l'esame del testo, con i senatori che hanno illustrato gli emendamenti. Questi sono stati ulteriormente sfrondati. Il presidente della commissione, Cesare Cursi (Pdl), ne ha dichiarati inammissibili per estraneita' di materia altri 31, dopo i 70 di ieri. Tuttavia, come ha sottolineato Schifani, i tempi lunghi dati alla commissione per le audizioni e per un approfondito confronto, sembrano dare i primi risultati.

Infatti quando i due relatori martedi' e mercoledi' si sono incontrati hanno riscontrato come su banche e assicurazioni ci siano alcune intese. Per esempio il loro emendamento di sintesi dovrebbe prevedere non solo che le banche siano obbligate a proporre almeno due polizze vita diverse al cliente che sottoscrive un mutuo, ma anche che quest'ultimo possa cercarsi da solo una polizza e sottoscrivere quest'ultima. Inoltre il beneficiario della polizza non potra' essere l'istituto bancario, come ha chiesto l'Isvap.

Per quanto riguarda le assicurazioni, ci si sta indirizzando verso la possibilita' degli agenti di essere plurimandatari, cioe' di rappresentare piu' compagnie. Verrebbe anche espunta la norma sulle carrozzerie, prevista nel decreto, in base alla quale il risarcimento e' solo del 30% se la riparazione dell'auto viene fatta da un carrozziere non convenzionato.

Per certi versi piu' significativa l'intesa sui taxi, che da tempo vede Pdl e Pd spesso su opposte barricate. Partendo da un emendamento dell'ex sindaco di Padova, Paolo Giaretta (Pd), si riporterebbe in capo ai sindaci la decisione sulle licenze, che invece il decreto affida alla Autorita' per i trasporti.

Questa pero' avra' dei poteri di vigilanza, compreso quello di dare indicazioni ai Comuni. Se questi non si adegueranno, il governo puo' nominare un commissario ad acta.

Anche su Snam alcuni punti fermi. La partecipazione di Eni avrebbe un tetto del 5%, secondo la Direttiva Ue. Inoltre si lavora per accorciare l'entrata in vigore della norma, che il decreto fissa in sei mesi. Inoltre verrebbe anche fissato un termine entro cui attuare il passaggio.

Certo sono pochi punti rispetto ai 90 articoli del decreto, tanto che il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, invita alla cautela: ''lavoriamo con serenita'. Niente scontri e niente intese''. E anche Bubbico spiega che il cammino e' solo all'inizio: se i due relatori non riusciranno a sciogliere i nodi piu' difficili, questi saranno portati al tavolo dei capigruppo; e, in caso di esito ancora negativo, sul tavolo del premier Monti e dei segretari di partito.