Italia 2013: la giornata tipo di un “Homus Italicus Liberalizzatus”

Pubblicato il 24 Gennaio 2012 16:22 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2012 16:22

Mario Monti e Antonio Catricalà, i "liberalizzatori" (Lapresse)

ROMA – Che succederà all’Homus italicus liberalizzatus nel 2013, dopo un anno di convivenza con le liberalizzazioni decise dal governo di Mario Monti? Luca Telese sul Fatto Quotidiano ha provato a raccontarlo con la descrizione di una giornata tipo di uno che nell’Italia liberalizzata non si trova tanto bene: lo ha chiamato infatti Scettico Tecnicorum, ovvero “scettico dei tecnici”, dove per “tecnici” si intende governi. Architetto cinquantenne “non sapeva più cosa pensare della Grande Rivoluzione che si era abbattuta sul Paese in quei 12 mesi. Il suo partito non gli diceva più nulla”. Una frecciata al Pd, paralizzato dall’appoggio al governo Monti.

La giornata inizia con i promotori della compagnia elettrica che suonano alla porta. Con i servizi pubblici locali e i servizi energetici liberalizzati, si scatenerà una caccia al cliente. Riguardo alle tariffe, il precedente delle Rc Auto è poco rassicurante. Infatti:

Stava uscendo per la spesa e ormai quel rito del cambio contratto lo aveva stufato: prima era arrivato un venditore di una compagnia che si chiamava Drago Rosso e gli aveva proposto un contratto per passare da 2 centesimi di euro al metro cubo, a un centesimo. Poi era arrivato uno della compagnia Blue Power e gli aveva proposto uno sconto a 0, 9 centesimi. Poi il primo venditore dell’Acea che offriva una tariffa modulata su fasce orarie da 0, 6 a 1, 2 centesimi. Poi di nuovo Drago Rosso con l’offerta forfait una tantum. Adesso erano di nuovo quelli dell’Acea. C’era un solo problema. Ogni volta, quando arrivava la bolletta, strane misteriose voci che dallo studio attento delle polizze proposte non erano emerse, facevano sì che il costo fosse addirittura superiore a quella pre-liberalizzazioni. Adesso l’addetto si difendeva così: “È vero, tutte le tariffe sono aumentate mediamente del 20 per cento. Ma senza le liberalizzazioni sarebbero aumentate di più. Adesso io le propongo una night and day …”.

Dopo essersi divincolato dai promotori, Scettico chiama un taxi. Arriva dopo tre minuti, ma non è una macchina sola: sono più tassisti che litigano fra loro nella solita rissa per accaparrarsi il cliente. Cosa aveva fatto alla fine il governo Monti sulla spinosa questione taxi? Telese immagina questa catena di decisioni e indecisioni:

I turni erano stati liberalizzati, ma le licenze no. Dopo tre mesi di lavoro l’Authority competente aveva deciso di istituire una commissione sindacati-Comuni-ministero, che poi aveva preparato una bozza di proposta, che poi era uscita in anteprima sul Corriere della Sera, che poi era stata smentita dal sottosegretario Antonio Catricalà, che poi era stata approvata dal ministro competente, e che infine era stata varata in forma sperimentale e congelata in attesa degli studi di settore.

Intanto l’edicola sotto casa è minacciata dalla concorrenza dei supermercati (che vendono lo stesso giornale a 40 centesimi di meno) e di chi è disposto a restare aperto tutto il giorno. Alla cartolibreria di fronte a casa è andata peggio:

Era un piccolo negozietto dove lui era cresciuto, una delle tante cartolibrerie degli anni Sessanta, l’ultima eredità del boom. “Perché gettate la spugna?”, aveva chiesto al vecchio Pietro. E lui, toccandosi la barba bianca: “Vedi, Scetti, dei primi dieci libri in classifica, che ho dovuto prendere, non ne ho venduto nemmeno uno. E sai perché? Perché da un mese sono in offerta al supermercato con lo sconto al 30 %. É tutto libero, tutto regolare, ma loro pagano tutto con i mega-sconti degli editori, a noi ce li danno allo stesso prezzo a cui li vendono loro. Come facciamo ad assortire il catalogo dei libri che si vendono meno se non possiamo guadagnare da quelli che vanno di più?”.

Intanto il figlio di Scettico, un giovane avvocato, affronta le difficoltà della concorrenza dopo l’abolizione delle tariffe minime per le professioni.

Per i grandi studi non era cambiato nulla, se non la difficoltà dei preventivi, che nel caso del processo penale erano praticamente impossibili (se vieni assolto, se patteggiamo, se si sentono altri testimoni … Era come giocare al totocalcio). Per Enrico, invece, era cambiato tutto, perché per prendere clienti accettava qualsiasi lavoro a qualsiasi prezzo, e restava sveglio tutte le notti a preparare le cause. 

Telese poi continua a passare in rassegna gli esiti delle liberalizzazioni sulle varie questioni. L’assegnazione delle frequenze tv “era stata congelata per tre mesi, poi per altri tre, e alla fine non aveva prodotto nessun gettito”. Le assicurazioni costano ancora molto: “Malgrado i preventivi obbligatori continuano a fare cartello”. La benzina invece è calata, ma sono aumentate le accise imposte dal governo dopo il crollo di Pompei.

La parrucchiera che taglia i capelli a Scettico è entusiasta delle liberalizzazioni, sta aperta sempre e incassa bene. Ma la concorrente è fallita. Ossequioso della legge sulla tracciabilità dei pagamenti, Scettico paga il taglio con la carta di credito, ma si sente rispondere dalla parrucchiera: “Mi prende il 4% di commissione, preferisco farti lo sconto!”.

Il figlio di Scettico, approfittando del fatto che il cugino notaio applica tariffe competitive sui rogiti, vorrebbe comprarsi casa. Serve un mutuo, ma alla banca non basta la garanzia di un giovane avvocato: vuole quella di suo padre. Tutto per concedere un prestito al 6% di tasso di interesse. Risultato: niente casa per il figlio di Scettico.

Il pezzo di Telese è tutta fantasia, ma chi oggi canta entusiasta il peana per le liberalizzazioni, dovrebbe chiedersi se il decreto “Cresci Italia” porterà poi a conseguenza così diverse da quelle messe in scena in questo racconto.