Libia, l’Idv presenta una mozione sulla verifica della maggioranza

Pubblicato il 26 Aprile 2011 21:11 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2011 21:28

ROMA – ”L’Italia dei Valori, alla luce degli ultimi sviluppi sulla crisi libica, oggi ha presentato una mozione per verificare se il governo ha ancora una maggioranza. In questo senso si coordinerà con le altre opposizioni in modo che ci sia un’iniziativa comune”. E’ quanto afferma in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

Nel resto dell’opposizione, però, i toni sul tema sono meno perentori. Pronti, per responsabilità, a sostenere la missione italiana nell’ambito della risoluzione Onu ma decisi, per tattica, ad affondare il coltello nelle divisioni del centrodestra.

Per questo Pd e Fli chiedono un voto in Aula perché, attacca Pier Luigi Bersani, ”il governo deve verificare se ha una maggioranza”. Tant’è che i democratici, che domani riuniranno il gruppo della Camera per decidere il da farsi, stanno valutando l’opportunità della messa a punto di un documento su cui chiedere il voto in Parlamento.

La nuova linea dei democratici sarebbe scaturita dopo aver ascoltato le parole molto dure di Umberto Bossi contro il premier sia sulla Libia che sui temi dell’immigrazione.

Intanto, il via libera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai bombardamenti mette a tacere, almeno per oggi, i mal di pancia tra i cattolici del Pd. Ma dà fiato al leader Idv Antonio Di Pietro che attacca frontalmente il Capo dello Stato: ”Bombardare una nazione non ci pare possa essere considerato uno sviluppo né naturale né costituzionalmente corretto”, affonda l’ex pm che chiede un nuovo voto in Parlamento perché le Camere ”non hanno mai autorizzato la guerra ad un’altra nazione”.

Una posizione che apre, alla vigilia della campagna elettorale, una frattura con il Pd che liquida come ”stonate e inaccettabili” le parole di Antonio Di Pietro. Per il resto delle opposizioni, invece, basterebbe il via libera alla missione, votato in commissione, e le parole del Capo dello Stato per non mettersi di traverso alla decisione del governo.

Ma il niet della Lega e i malumori dei cattolici del Pdl sono per Pd e Terzo Polo la conferma di un ”governo confuso e diviso”, attacca il finiano Roberto Menia mentre, evidenzia il segretario Udc Lorenzo Cesa, ”su temi dai quali dipende la sicurezza dei nostri soldati e la credibilità internazionale dell’Italia non sono ammesse ambiguità”.

La realtà, sottolinea il capogruppo Pd Dario Franceschini, è che ”il governo non c’è più su nulla, si compatta e viene in Parlamento unicamente quando si tratta di salvare il presidente del Consiglio”. Per questo, anche se in molti dubitano che la Lega sia disposta a spingersi fino la crisi di governo, finiani e Pd chiedono la conta dopo che domani i ministri Frattini e La Russa riferiranno alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

La risoluzione già votata, spiega Bersani, ”è gia capiente di un’iniziativa italiana ma è indispensabile che il governo venga a verificare in Parlamento se ha o no una maggioranza in politica estera”. Un punto di vista che, appunto, si sta trasformando in una richiesta con l’ipotesi del documento su cui chiedere il voto. Anche se il premier Silvio Berlusconi ha gia’ chiarito che la decisione sull’intervento italiano e’ stata presa con il voto delle commissioni parlamentari.