Liguria, alle primarie Pd “elettori destra, soldi, foto, immigrati accompagnati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2015 10:54 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2015 10:54
Liguria, alle primarie Pd "elettori destra, soldi, foto, immigrati accompagnati"

Liguria, alle primarie Pd “elettori destra, soldi, foto, immigrati accompagnati”

GENOVA – Liguria, alle primarie Pd “elettori destra, soldi, foto, immigrati accompagnati”. C’erano davvero elettori di centrodestra ai seggi per le primarie Pd per la candidatura a presidente della Liguria, c’era gente che ha scattato la foto della scheda nell’urna, c’erano immigrati digiuni d’italiano accompagnati da interpreti incaricati di versare i due euro necessari, qualcuno ha minacciato, qualcun altro parlava apertamente di soldi: sono le conclusioni della commissione dei garanti del Pd che hanno accertato le irregolarità di 13 seggi nella regione e per le quali sono stati annullati 4mila voti.

Dopo la clamorosa defezione di Sergio Cofferati che ha lasciato il Pd e denunciato l’inquinamento delle primarie per le regionali che lo hanno visto sconfitto, Matteo Renzi ne ha criticato la mancata coerenza per la volontà di mantenere il seggio di europarlamentare nonostante abbia chiuso con il partito (“Sei stato eletto con i voti del Pd”, l’accusa).

I garanti hanno scelto una prosa asettica che non attenua l’anomalia di alcuni fatti. Come nel caso del seggio di Santo Stefano al Mare (Imperia): una scrutatrice lamenta «la presenza di un assessore di Pompeiana che chiedeva, recandosi più volte presso il seggio, l’elenco dei votanti per verificare che tutte le persone da lui mandate a votare lo avessero fatto, aggiungendo che in caso contrario avrebbe dovuto “saldare i conti”.

Per l’attività inquietante segnalata, il disturbo del voto e la grave dichiarazione espressa, il collegio decide di annullare il voto del seggio». Il sindaco di Pompeiana Rinaldo Boeri aveva firmato nel 2012 un documento a sostegno di Scajola.  (Erika Dellacasa, Corriere della Sera)

Cofferati, da cui sono partite tutte le segnalazioni poi esaminate dai garanti, aveva in particolare denunciato le interferenze del centrodestra.

E poi c’è stata “l’interferenza”. o il voto. di persone del centrodestra, uno dei motivi principali invocati dai Garanti per giustificare l’annullamento delle votazioni nei tredici dei 29 seggi contestati. Nel seggio di Lavagna una elettrice ha dichiarato che qualcuno gli ha donato gli euro necessari per votare prima di entrare nel seggio.

O nel seggio di Santo Stefano al Mare dove i garanti hanno annullano il voto perché “una scrutatrice ha lamentato la presenza di un assessore comunale di Pompeiana che “chiedeva ripetutamente l’elenco dei votanti per verificare che tutte le persone da lui mandate a votare lo avessero fatto, aggiungendo che in caso contrario avrebbe dovuto ‘saldare i conti e non voleva essere preso in giro'”. (Bruno Persano, La Repubblica)