Lodo Alfano bocciato. La reazione del Pdl: “Andremo avanti”

Pubblicato il 7 Ottobre 2009 19:44 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2009 19:47

Il Lodo Alfano è incostituzionale, la Corte Costituzionale si è pronunciata così dopo due giorni di seduta. La legge che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato è illegittima, ma nella maggioranza è subito bufera. Il Pdl non mollerà e promette di andare avanti.

Lasciando Palazzo Grazioli dopo il verdetto Silvio Berlusconi ha avvertito: «Con o senza lodo andiamo avanti, dobbiamo governare cinque anni. Io non ci ho mai creduto  perché una corte costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che approvasse tutto questo».

«È una sentenza che sorprende, e non poco, per l’evocazione dell’articolo 138 della Costituzione. La Corte Costituzionale dice oggi ciò che avrebbe potuto e, inevitabilmente, dovuto dire già nel 2004 nell’unico precedente in materia», ha detto a caldo il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, parla di «una sentenza politica, ma il presidente Berlusconi, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto».

Secco il monito di Umberto Bossi, leader della Lega: «Se si ferma il federalismo facciamo la guerra».

Dura anche la reazione di Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl in Senato, che ha puntato il dito contro i giudici: «La Corte, un tempo costituzionale, da oggi non è più un organo di garanzia, perchè smentendo la sua giurisprudenza ha emesso una decisione politica, che non priverà il Paese della guida che gli elettori hanno scelto e costantemente rafforzato di elezione in elezione. È una giornata buia per i valori della legalità e che segna il tramonto di una istituzione che ha obbedito a logiche di appartenenza politica e non a valutazioni di costituzionalità. Il governo andrà avanti, mentre chi ha tradito la propria funzione di garanzia non cancellerà la volontà democratica del popolo italiano».

Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, si è mostrato speranzoso sulla popolarità del premier: «Il Presidente Berlusconi, forte dell’appoggio di cui gode nel Paese, continuerà a governare – ha detto  – affrontando a viso aperto processi imbastiti sulla base dell’uso politico della giustizia. È evidente che questo deliberato della Corte dà un contributo al deterioramento della dialettica politica nel nostro Paese considerando anche il sicuro uso strumentale che di esso verrà fatto. In questa vicenda dovrà far sentire la sua voce quella che sappiamo essere la maggioranza del popolo italiano».