Lodo Alfano: il Pdl lo riproporrà in veste costituzionale

Pubblicato il 27 Novembre 2009 11:03 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2009 11:29

Il Popolo della libertà ha deciso di riproporre in veste costituzionale il contenuto del Lodo Alfano, che riguarda l’immunità delle quattro più alte cariche dello Stato e di andare avanti con una riforma della giustizia che accorci la durata dei processi e “ridisegni i rapporti” fra i vari poteri dello Stato.

E’ quanto emerge dal documento approvato all’unanimità dall’ufficio di presidenza del Pdl, riunitosi giovedì a Palazzo Grazioli, che sottolinea l’impegno ad una “riforma delle istituzioni che consenta una maggiore efficacia dell’azione dell’esecutivo”, anche con l’elezione diretta del premier e di “un sistema di contrappesi fondati anche su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento”.

Il documento, che sostiene che sia “completamente saltato” l’equilibrio fra “i diversi poteri e ordini dello Stato”, attacca i giudici, sottolineando che “anche il corso dell’attuale legislatura è stato turbato dall’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità”.

“L’Italia è l’unico Paese in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica e di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità”, aggiunge il documento.

La nota sottolinea che il Pdl “ritiene urgente una riforma della giustizia che ridisegni i rapporti fra i diversi poteri e ordini dello Stato, nel segno dell’equilibrio e della reciproca autonomia e indipendenza”.

“Nell’ambito di questa riforma complessiva della giustizia si pone anche l’opportunità di una legge che ponga un limite alla durata indefinita dei processi, che rappresenta di fatto in Italia una pena aggiuntiva, giustamente condannata dalla Corte europea dei diritti”.

“Abbiamo deciso tutti insieme, all’unanimità, di andare avanti sul lodo Alfano costituzionale e sul processo breve”. L’hanno ribadito il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, lasciando palazzo Grazioli al termine dell’ufficio di presidenza del Pdl, rispondendo ad una domanda dei cronisti.