Lodo Mondadori. Il Giornale contro la “toga rossa” Mesiano: a cena, nel 2006, si augurava la caduta di Berlusconi

Pubblicato il 16 Ottobre 2009 11:20 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2009 11:20

La sentenza Mondadori ha trasformato il giudice Riccardo Mesiano da magistrato sconosciuto alle cronache in un personaggio da prima pagina. Il Giornale della famiglia Berlusconi gli dedica l’apertura di venerdì 16 ottobre, accendendo i riflettori sul suo passato e cucendogli addosso l’immagine di prototipo ideale della “toga rossa” pregiudizialmente nemica del premier.

Una sera d’autunno del 2006, in pubblico, davanti ai commensali di un ristorante milanese della Via Gluck, il giudice si sarebbe lasciato andare a commenti poco lusinghieri sul Berlusconi con due suoi amici, quando già dalla fine del 2005 era titolare del fascicolo sulla contesa miliardaria fra il gruppo Berlusconi e il gruppo De Benedetti.

L’affondo del Giornale è incentrato sulla testimonianza di un avvocato del foro di Milano, presente per caso alla cena incriminata che udì Mesiano affermare – se non ricorda male -: ««Meno male che è caduto Berlusconi ed è arrivato Prodi».

Insomma per il quotidiano, quattro chiacchiere a una cena privata a base di cozze e vongole, rappresentano la prova provata del grave pregiudizio del magistrato, recentemente promosso dal Csm, nei confronti del premier. Il giudizio politico espresso ai suoi due amici – sempre per il Giornale – certifica la sua iscrizione di diritto all’esercito delle toghe militarizzate per farlo cadere, in una maniera o nell’altra. L’avvocato protagonista della rivelazione e e di cui non si conosce l’identità, commenta a un certo punto: «Ma allora le toghe rosse esistono davvero!».

Riccardo Mesiano appare in queste ore oggettivamente al centro dei pensieri e dell’attenzione dei media di area berlusconiana. Solo ieri il Tg 5 ha fatto seguire il giudice dalle telecamere, ironizzando sui calzini bianchi esibiti dal giudice. Resta da capire se ci saranno sviluppi e nuove rivelazioni su Mesiano. Belusconi, qualche giorno fa pronunciò una frase sibillina sul magistrato, tutta da interpretare: «Su questo magistrato ne vedremo delle belle». Si resta in attesa, per ora sembra un po’ poco.