L’Olocausto vergogna dell’uomo, piccoli e grandi nazisti a Roma e Teheran

Pubblicato il 27 Gennaio 2010 15:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2010 15:13

Svastiche in via Tasso a Roma

Il 27 gennaio 1945 il campo di concentramento di Auschwitz fu liberato dall’esercito sovietico.  Le testimonianze dei sopravvissuti mostrarono al mondo l’orribile crimine che era stato compiuto. Oggi, 65 anni dopo, in molti ricordano quei fatti ma purtroppo c’è anche chi nega e rovescia il giorno della Memoria.

Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la Shoah deve essere «un monito per tutti». Il Capo dello Stato ha definito l’Olocausto «una tragica esperienza carica di insegnamenti e di valori», una pagina di storia «ancora piena di insegnamenti».

Il papa Benedetto XVI, in occasione del Giorno della Memoria, ha denunciato «l’orribile crimine» che «la megalomania disumana e l’odio razzista dell’ideologia nazista portarono in Germania».

Ci sono però almeno due luoghi dove il ricordo è stato macchiato.

Nel Giorno della Memoria la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, invoca nuovamente la scomparsa di Israele, rilanciando l’appello del presidente Mahmoud Ahmadinejad a «cancellare Israele dalla mappa del mondo» e a interpretare l’Olocausto come un «mito». «Di sicuro verrà il giorno in cui le nazioni della regione vedranno la distruzione del regime sionista. I tempi di questa dipendono dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno il tema».

A Roma, accanto al Museo della Liberazione di Via Tasso, i muri sono stati tappezzati di scritte antisemite. Le scritte, lunghe quasi due metri e realizzate con una bomboletta spray nera sono state cancellate dall’Ama. Imbrattata anche la targa di marmo posta all’ingresso del Museo. In via Cavour un’altra scritta offensiva è stata fatta contro Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, e una, sembra con la stessa vernice, contro il sindaco Gianni Alemanno definito “verme sionista”. Gli autori delle scritte? Non sono ignoti, si radunano sotto la sigla “Militia” e circolano liberi nella capitale e nella società italiane