Lombardo alchimista nel laboratorio Sicilia: governo con autonomisti, frondisti Udc e Pdl, finiani, Rutelli e Pd. Berlusconiani al’opposizione

Pubblicato il 21 Settembre 2010 10:35 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2010 11:07

Raffaele Lombardo

Formula innovativa per uno scenario mai visto, almeno nella Seconda Repubblica: centro-destra-sinistra. E’ il calderone delle alleanze che si gioca a livello locale ma anche, per un inedito gioco di riflessi, sulla scena politica nazionale. “Laboratorio Sicilia” da una parte, Camera dei deputati dall’altra. In Sicilia il governatore Raffele Lombardo, leader del Movimento per le autonomie, sta dando vita a un governo alleato con: una parte dell’Udc, l’Api di Rutelli, il Pdl siciliano che fa capo a Micciché e il Pd.

A livello nazionale il gioco di alleanze che porta avanti il governo per garantirsi una maggioranza alla Camera autonoma rispetto ai finiani, vede anche qui parte dell’Udc Sicilia, ma non Casini, la parte dell’Mpa di Lombardo che non condivide lo strappo con Berlusconi (guidati dall’ex Dc Scotti) e, questa è la ricostruzione della Stampa, anche parte dei dissidenti veltroniani che non si sentono più di appoggiare il Pd di Bersani.

Il governo che oggi proporrà Lombardo, il quarto della sua gestione, sarà costituito da tecnici. Un governo del presidente, che attraverso una “bizantina” trattativa politica, ha trovato una soluzione inedita e controversa che evidenzia platealmente la crisi gli attuali assetti nazionali, fondati su un bipolarismo muscolare, di cui in molti vorrebbero celebrare il funerale. Il sisma Lombardo ha l’epicentro a Palermo, ma le scosse si sentono fino a Roma. Lombardo sembra aver realizzato “in vitro” una scomposizione all’interno dei poli dalle conseguenze imprevedibili, soprattutto nelle file della maggioranza. Il Pdl siciliano è già un partito di separati in casa. Miccichè, che appoggia Lombardo, è con un piede fuori e sogna una sua Lega del Sud. I finiani hanno colto l’ennesima opportunità per colpire il premier. A questi si aggiunge Rutelli che ha anticipato pezzi del Pd favorevoli al “ribaltino” regionale.