Sicilia, “mai presi soldi dalla mafia”. L’autodifesa di Lombardo, indagato con il fratello.

Pubblicato il 19 novembre 2010 15:27 | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2010 15:48

”Non ho mai preso soldi dalla mafia per finanziare una campagna elettorale. La mafia i soldi li prende, non li da”’. Lo ha detto il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, che ha convocato una conferenza stampa a palazzo D’Orleans, sede della Regione, per spiegare alcuni passaggi dell‘inchiesta di Catania, su mafia e politica, in cui è coinvolto.

”Qualche mano di troppo l’ho stretta, gli incontri che ho avuto con alcune delle persone i cui nomi sono nell’inchiesta di Catania sono stati casuali e non voluti. Comunque tutti gli incontri che ho fatto sono stati di natura politica. Rosario Di Dio era sindaco di Castel di Judica e Raffaele Bevilacqua era consigliere provinciale della Dc”, ha aggiunto il governatore.

Lombardo ha spiegato che ”la Procura di Catania a proposito di questa vicenda si è espressa più volte, con documenti che sono nella disponibilità di tutti. Lo ha fatto il 29 marzo scorso allorché si lesse di questa indagine, con una nota in cui si ha affermato che ‘la propalazione di queste notizie ha quasi sempre una matrice politica, pubblicazione determinata da interesse e contrapposizioni di natura politica”’.

”Quando si parlò – ha aggiunto – del mio possibile arresto sulla stampa la procura mi comunicò che non c’erano iniziative in tal senso né per me né per mio fratello e diramo’ un comunicato nel quale scrive che ‘ogni riferimento riguardante il presidente è stato vagliato con attenzione e non riteniamo idonea nessuna iniziativa processuale nei confronti del medesimo”.

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Alcuni giorni erano state pubblicate delle foto che testimoniavano di cene e feste a casa di boss mafiosi alle quali il governtore (prima dell’elezione a presidente della Regione) avrebbe partecipato assieme al fratello Angelo.