L’Onu interviene in Libia, l’Italia che fa? “Pronte tre basi”: Sigonella, Trapani e Gioia del Colle

Pubblicato il 18 Marzo 2011 8:36 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2011 13:44

ROMA – L’Italia è pronta a mettere a disposizioni le sue basi per l’intervento deciso in Libia dall’Onu, una ‘no fly zone’ per accerchiare il colonnello libico Muammar Gheddafi. Ci metterà anche gli aerei? Forse, per ora il ministro degli Esteri Franco Frattini è stato molto cauto.

Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sempre detto che l’Italia intende avere ”un ruolo di primo piano” e  ha ribadito che ”non ci sottrarremo ai nostri doveri”: questo significa, in primo luogo, la messa a disposizione delle basi aeree non più per finalità umanitarie, come già avviene dall’inizio della crisi per Sigonella, ma anche per veri e propri scopi militari.

Come concordano molti esperti, l’attuazione di una no fly zone sulla Libia dovrebbe cominciare con un attacco, ”nel senso – spiega l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico – che occorre neutralizzare i mezzi antiaerei nemici, cioè distruggere radar e postazioni missilistiche. Noi questa capacità, cosiddetta SEAD, cioè ‘soppressione delle difese aeree nemiche’, ce l’abbiamo ed è costituita dai caccia Tornado: l’abbiamo fatto in Kosovo insieme ai tedeschi e dopo tre giorni non volava piu’ un aereo serbo”.

Naturalmente è presto per dire se l’Italia metterà effettivamente a disposizione questi assetti aerei, eventualmente insieme ai caccia F-16 ed Eurofighter, idonei per il pattugliamento e la sorveglianza, oltre agli aeroplani Av8, di cui è equipaggiata la portaerei Cavour. Una cosa che invece viene data per scontata e, appunto, la messa a disposizione delle basi aeree, specie quelle del centro-sud, sia per il rischieramento degli aerei di altri Paesi, sia per l’assistenza logistica.

Gli aerei-radar Awacs, ad esempio, potrebbero essere dislocati a Trapani, che è specificatamente attrezzata per questo tipo di velivoli, ma basi idonee ad ospitare caccia sono tutte: da Grazzanise a Gioia del Colle a Trapani. Si potrebbe ricorrere, in caso di necessità, perfino a Lampedusa o Pantelleria. Vi è poi un’altra capacità fondamentale, ricorda ancora il generale Tricarico, ”che ha a che fare con l’intelligence e di cui è dotata l’Italia: si tratta della costellazione di satelliti Cosmo-Skymed che è completamente operativa e che ha una performance superiore a qualsiasi altro sistema esistente. Grazie a questi satelliti si può avere una rappresentazione fotografica ricorrente con definizione molto alta, quanto di meglio ci sia oggi in circolazione”.