Lorenzo Fioramonti, ministro Istruzione si dimette. M5s: “Ci restituisca i 70mila euro che ci deve”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Dicembre 2019 9:04 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2019 12:39
lorenzo fioramonti ansa

Lorenzo Fioramonti (Ansa)

ROMA – Lorenzo Fioramonti ha consegnato la lettera di dimissioni al premier Giuseppe Conte. Il ministro dell’Istruzione, nelle ultime settimane aveva più volte lamentato la mancanza di fondi per la scuola e l’università in manovra.

Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, Fioramonti potrebbe ora lasciare M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo ma “filogovernativo”, come embrione di un nuovo soggetto politico.

Con lui, secondo quanto scrive l’Agi, altri deputati abbandonerebbero il Movimento senza però far mancare l’appoggio a Conte.

Le dimissioni del ministro erano rimaste nell’aria per tutta la sera del 25 per essere poi confermate da Palazzo Chigi poco dopo le 23.  I rumor delle dimissioni del responsabile dell’Istruzione duravano da giorni ed erano legati all’approvazione della manovra, con il mancato stanziamento dei fondi attesi per l’Istruzione. 

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in una recente intervista a Repubblica, aveva ammesso: “Abbiamo inserito circa due miliardi aggiuntivi per scuola, università e ricerca. Avrei voluto destinare ancora più risorse a questi settori fondamentali. L’impegno è per la prossima manovra”. 

Nei giorni scorsi si sono fatti i nomi di alcuni deputati che potrebbero seguirlo, tra cui Nunzio Angiola e Gianluca Rospi, ma anche l’ex M5s Andrea Cecconi. Per la successione al ministero dell’Istruzione il nome invece più ricorrente è quello di Nicola Morra, attuale presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Fioramonti, M5s: “Tre miliardi non stanziati? Ci restituisca 70mila euro”

“Se non ci sono tre miliardi per scuola e università, mi dimetto”. Lorenzo Fioramonti lo aveva detto pubblicamente ed ora dalle parole è passato ai fatti.  Come scrive il Corriere della Sera, la questione delle risorse mancanti è solo una delle motivazioni che lo hanno spinto a lasciare. Fioramonti infatti, da molto tempo non condivideva quasi nulla del Movimento 5 Stelle.  L’ormai ex ministro non gradiva la linea decisa dal ministro Luigi Di Maio, oltre che dell’invasione di campo della Casaleggio Associati. Anche per questo dal Movimento la prendono male e fanno filtrare una frase velenosa: “Tre miliardi? Cominciasse lui a restituire i 70 mila euro che ci deve”.

Fonte: Ansa, Agi, Repubblica