Lotteria, pronostici: pensione a 62 anni da febbraio? Card reddito da aprile?

di Riccardo Galli
Pubblicato il 5 ottobre 2018 9:02 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2018 10:24
MANOVRA. Lotteria, pronostici: pensione a 62 anni da febbraio? Card reddito da aprile?

Lotteria, pronostici: pensione a 62 anni da febbraio? Card reddito da aprile? (nella foto Ansa, Tria, Conte, Di Maio, Salvini)

ROMA – Pensione a 62 anni da febbraio? Card reddito da aprile? Sono aperti i pronostici per l’inizio delle due misure più strombazzate del governo Lega-M5s. A gennaio la pensione, in modo da far conto pari con gli anni, e prima dell’estate il reddito di cittadinanza. Così da tirar su i consumi in tempo per le statistiche di fine anno. La Flat Tax, quella, invece mai. O almeno non con la prossima finanziaria.

Con il governo bifronte che litiga, o come preferiscono dire i due vice-premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio ‘si confonde’ in diretta sulla cifre rivendicando ognuno più fondi per la ‘sua’ riforma, ci sono poche certezze su cosa vedrà la luce con la prossima manovra e soprattutto sul come e il quando le novità saranno introdotte. Intanto però, trattandosi di soldi, l’interesse cresce e gli elettori cominciano ad immaginare: i potenziali pensionandi fantasticando sull’addio al mondo del lavoro e chi un lavoro non ce l’ha, invece, sull’assegno che gli dovrebbe essere riconosciuto in vista di un impiego che gli verrà presto trovato.

Di Maio, la metà giallogrillina del nostro governo, ha detto chiaro e tondo che “entro i primi tre mesi del 2019” partiranno sia pensioni che reddito di cittadinanza. Affermazione che ha innescato pallottolieri e pronostici nonostante lo stesso Di Maio abbia ultimamente smentito nei fatti molte delle sue affermazioni. A cominciare da quelle sulle coperture per le varie riforme che in campagna elettorale erano pronte in 5 minuti e, una volta al governo, in 5 minuti sono sparite.

Ma l’aspettativa per il superamento della Fornero è talmente alta – come recenti sondaggi hanno svelato – che i 62enni di oggi sono letteralmente in fibrillazione. La speranza è che la novità, quella quota 100 indicata più volte, entri in servizio già da gennaio. Ed ecco allora che i classe ’56 e ’57 con 38 anni di contributi già vedono il traguardo. D’altra parte delle riforme annunciate, quella delle pensioni dovrebbe essere la prima a partire per ragioni di semplicità burocratica e calendario fiscale. Sapere chi da gennaio rientrerà nella suddetta quota è infatti cosa semplice, molto più semplice che censire i destinatari del reddito di cittadinanza per evitare di darlo a chi non lo deve avere.

Difficoltà burocratica che, di contro, metterà alla prova la pazienza di chi aspetta il cavallo di battaglia dei 5Stelle. Per erogare il reddito di cittadinanza bisognerà infatti stabilire dei criteri e valutare, poi, le diverse situazioni per evitare il paradosso di dare il sussidio a chi magari lavora in nero. Cosa per cui non basteranno i 6 anni di carcere promessi dal nostro governo per quelli che saranno i ‘furbetti del reddito’. Pazienza quindi per chi aspetta questa misura, pazienza nell’attesa che diventi realtà e pazienza quando poi, una volta che il reddito sarà concesso, si troverà una lista di cose che non possono essere acquistate in quanto non beni di prima necessità.

Molta più pazienza dovranno avere poi quelli che aspettano, aspettavano e hanno votato Lega e 5Stelle per vedere la Flat Tax. La tassa piatta infatti, al di fuori delle parole di Salvini, almeno per quest’anno non vedrà la luce. Quella che il ministro dell’Interno chiama Flat Tax riguarderà infatti appena 500mila contribuenti (in Italia siamo sempre più o meno 60 milioni) e sarà nella realtà un’estensione del regime forfettario dei minimi con imposta al 15% per le partite Iva.