Luciano Violante: “In magistratura autogestione totalitaria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2013 10:39 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 10:39
Luciano Violante: "In magistratura autogestione totalitaria"

Luciano Violante (Foto Lapresse)

ROMA  – I magistrati hanno delle responsabilità: escano dalla autogestione totalitaria in cui si sono rifugiati: Luciano Violante interviene così nel dibattito sulla magistratura riacceso più che mai dall’ultimo videomessaggio di Silvio Berlusconi.

Secondo Violante, la magistratura non ha “colpe, ma responsabilità. Il primo passo da fare è uscire da quella sorta di autogestione totalitaria in cui si è rifugiata”, ha detto al Mattino, spiegando: “Faccio un paragone tra Parlamento e Csm (Consiglio superiore della magistratura, organo di autogoverno dei magistrati, ndr). Il primo è una struttura composta dagli eletti dai cittadini e da eccellenti funzionari che presiedono al funzionamento del Parlamento, selezionati solo attraverso un concorso molto rigoroso. Al Csm, invece, la struttura organizzativa è scelta dalle stesse correnti dei magistrati, il che finisce per incidere anche sulla credibilità della struttura”.

“Il correntismo, prosegue Violante, rischia di distruggere l’indipendenza di tutti i magistrati. Parlo della indipendenza dalle correnti. Dagli anni ’90 in poi, man mano che procedeva la corporativizzazione delle correnti, tutti i capi dello Stato hanno scritto lettere di fuoco al Csm, per la lentezza con cui procedeva nelle nomine dei capi degli uffici giudiziari, nell’attesa che venisse soddisfatto una sorta di manuale di Cencelli tra le varie correnti della magistratura”.

Senza le vicende giudiziarie di Berlusconi, osserva Violante, “il problema” dello scontro tra politica e magistratura “si sarebbe posto comunque, seppure in forme e modi più civili e più produttivi. Le leggi vengono dopo, prima ci sono i comportamenti, talvolta, sia tra i magistrati sia tra i politici, molto disdicevoli. Penso ad alcuni atteggiamenti dei pm De Magistris e Ingroia, ad esempio, e agli insulti del senatore Berlusconi e dei parlamentari a lui più vicini, compresa la manifestazione sulle scale del Tribunale di Milano”.