Di Maio si dimette da capo politico M5S: “Bisogna rifondarsi, peggiori nemici all’interno”. Reggenza a Vito Crimi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2020 21:10 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2020 23:38
Di Maio, ho portato a termine mio compito

Luigi Di Maio (foto da video)

ROMA – Luigi Di Maio si dimette da capo politico del Movimento 5 stelle e lascia la reggenza a Vito Crimi fino agli Stati generali. Il ministro degli Esteri aveva annunciato nella mattinata di mercoledì 22 gennaio di avere “cose importanti” da dire ai suoi elettori. Le tanto attese parole sono arrivate nel pomeriggio durante la presentazione dei facilitatori regionali al Tempio di Adriano, a Roma. 

Acclamato dalla platea, Di Maio parte dal tema dei facilitatori dicendo che renderanno possibile dare una risposta ai cittadini sul territorio. Ma passa subito all’annuncio più atteso: “Da oggi inizia il percorso per gli Stati generali del Movimento”, premette. “È giunto il momento di rifondarsi. Oggi si chiude un’era. Ho portato a termine il mio compito”. E rivendica di aver protetto il Movimento da “trappole e approfittatori”, ma ha anche un colpo per il “fuoco amico”: “I peggiori nemici sono quelli che al nostro interno non lavorano per il gruppo ma per la loro visibilità. Qualcuno è salito sul nostro carro solo per convenienza, qualcuno ha tradito la fiducia per interessi personali. C’è chi è stato nelle retrovie e, senza prendersi responsabilità, è uscito allo scoperto solo per pugnalare alle spalle. Ci sono quelli che hanno messo se stessi prima del Movimento: l’unica soluzione è stata quella di allontanarli”, ha detto.

“E’ il momento di dire che il Movimento è nato in opposizione al potere costituito: abbiamo lavorato per rompere tutte le nicchie di potere e le resistenze. Ora stiamo combattendo la battaglia per il ritiro della concessione. A proposito, ho letto che alla notizia delle mie dimissioni il titolo Atlantia in borsa ha iniziato a guadagnare dopo molte settimane e questo testimonia che i mercati non hanno capito nulla di noi”, ha evidenziato Di Maio, spiegando che “il M5s non può essere giudicato per 9 mesi al governo, deve andare avanti, Dobbiamo avere il tempo di mettere a posto quello che hanno combinato in 30 di politica”.

“Alcuni obiettivi purtroppo non abbiamo potuto raggiungerli ma abbiamo sempre lottato. Sono consapevole che parte del M5s è rimasta delusa e si è allontanata – ha aggiunto l’ormai ex capo politico pentastellato -. Ma in compenso, se oggi l’Italia è migliore  è grazie alle leggi che abbiamo fatto, dallo stop all’azzardo al taglio dei parlamentari alla corruzione. Per ottenere ognuna di queste leggi abbiamo dovuto lottare, passare le notti in bianco e scontrarci – ha osservato -. Forse c’eravamo illusi che realizzando il programma potessimo ricevere un grande appoggio. Non importa. L’insieme di queste leggi creeranno un bene comune collettivo. Gli italiani ci hanno votato per esprimere un potenziale che è stato schiacciato da un piccolo gruppo di persone”. “Mi hanno detto ‘tanto al governo non ci saremo più e cancelleranno queste leggi in un solo colpo, io credo che sia un modo per lavarsi le mani e non lottare”. 

“E a quelli che puntano il dito, dico di prendersi qualche responsabilità perché è facile parlare di problemi ma un po’ più impegnativo risolverle -ha attaccato -. Quello che ci anima è il fuoco che abbiamo dentro. Abbiamo tanti nemici, quando si prova a cambiare le cose c’e’ sempre qualcuno che ti fa la guerra, ma i peggiori nemici sono quelli che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme. Persone che lavorano solo per la propria visibilità…”.

“Abbiamo approvato 40 leggi in 20 mesi realizzando parte del programma. Ci eravamo illusi che questo portasse più voti. Credo che l’insieme di queste leggi e di quelle da approvare creeranno una nuova comunità. Farci apparire divisi, pasticcioni e autoreferenziali – ha aggiunto Di Maio – è stato il miglior modo per attaccarci anche perché diversamente da altri non avrebbero mai potuto farci apparire mafiosi, disonesti e ladri. Ci hanno colpito facendoci apparire disgregati e in guerra al nostro interno, ma non potevano dirci che eravamo corrotti. Il rumore di pochi ha sovrastato il lavoro di tanti e non vale solo per il governo”, ha ribadito.

“Va tutelato chi si comporta lealmente, per questo abbiamo cacciato chi assume comportamenti inaccettabile – ha poi affermato -. Se sei stato votato su Rousseau com’è possibile che poi critichi il sistema che avevi usato? Com’è possibile che critichi il governo e poi dal Gruppo Misto voti la fiducia all’esecutivo. Ho visto candidati calati dall’alto che criticavano quegli stessi sistemi”.

Di Maio ha infine promesso che non lascerà mai il M5s perché “il Movimento è la mia famiglia. Oggi sono qui a rassegnare le dimissioni da capo politico per favorire il percorso verso gli Stati generali. Per quanto mi riguarda si chiude solo una fase. Ci sarò sui territori e al lavoro per l’Italia. Abbiamo da vincere un referendum a maggio, quello sul taglio dei parlamentari. Vito Crimi e il team del futuro ci porteranno agli Stati generali. E discuteremo sul cosa, subito dopo passeremo al chi”. (Fonti: Ansa, Agi)