Luigi Di Maio, grillino in ascesa. Sarà lui l’anti-Renzi alle politiche?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Aprile 2014 18:39 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2014 18:39
Luigi Di Maio

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

ROMA – Luigi De Maio, un grillino in “irresistibile ascesa”. Apprezzato da Beppe Grillo che dice di ispirarsi a lui, potrebbe essere lui l’anti Renzi in chiave Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche. Un lungo ritratto di De Maio lo fa sull’Espresso Tommaso Cerno. 

Tutto comincia, o meglio culmina, con un sms. Il mittente è proprio Di Maio. Il destinatario è Grillo. Testo: “O sei uscito pazzo, Beppe, o sei invecchiato!” Di Maio lo scrive perché in un’intervista Grillo aveva detto: “Io imparo sempre da Di Maio, anche quando sta zitto”. Ma il leader M5s davanti al messaggio risponde: “Dicevo sul serio”. 

Nei partiti “normali”, quelli dove si fa carriera, è prassi normale. Nel Movimento 5 Stelle no. E come nota Tommaso Cerno sull’Espresso suona come un endorsement in un momento in cui si fa selezione e si cerca, anche, un candidato premier credibile per le prossime politiche.

Di Maio, classe 1986 e passione per l’informatica, è anche quello che ha pubblicato i pizzini di Matteo Renzi. Ricorda l’Espresso:

Credevo scrivesse a Sibilia», racconta, «poi ho visto che ero io il destinatario e sono andato fuori a fotografarli»), è ormai il volto più noto del Parlamento a cinque stelle. Quello cui il Nobel, Dario Fo, non risparmia complimenti («Inimmaginabile»). Quello che ha dichiarato zero euro («ma ho fondato un sito di e-commerce che va benissimo, poi mi sono candidato e sono uscito per non mettere in difficoltà i soci»), eppure si taglia stipendio e benefit. Quello che da piccolo leggeva la Storia d’Italia di Montanelli e le biografie di Pertini e poi è stato folgorato sulla via del Web, al punto che al liceo «insegnavo io informatica ai professori di informatica».

A casa Di Maio, in ogni caso, la politica è passione nota. Luigi ha un papà a destra. Sempre l’Espresso:

A casa Di Maio il politico era sempre stato papà, ex militante di An ai tempi in cui Fini riempiva le piazze: «Ha sempre detto di stare con la vera destra, io invece avevo le mie idee», dice il vicepresidente della Camera. Al punto che, quando Luigi s’è presentato alle comunali con i Cinque stelle, babbo pare non l’abbia neppure votato. Ricambiato poi dal figlio nel 2006, unica tornata elettorale dell’era avanti Grillo, quando il rampollo ha messo la crocetta su “Noi Consumatori”. Se qualcuno si azzarda a dargli del fascista, poi, ti sciorina pure un aneddoto sulla sua prima missione di Stato in Slovenia, con i presidenti delle Camere dei Balcani: «Si presenta quello del Montenegro, che sta seduto lì da 4 o 5 legislature, e mi fa: “Siamo preoccupati dal M5s”.

Come se fossimo noi a occupare il Palazzo da trent’anni. Figuriamoci, detto da uno che sta seduto lì dal 1989. Io certo non ci starò così tanto. Quando avremo finito la nostra missione, tornerò alla mia passione: il Web».