Luigi Di Maio, M5s al Pd: “Sotterriamo ascia di guerra”. Martina: “Ok autocritica, ma resta ambiguità”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 7 aprile 2018 14:09 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2018 14:09
M5s con Luigi Di Maio apre al governo col Pd

Luigi Di Maio, M5s al Pd: “Sotterriamo ascia di guerra”. Martina: “Ok autocritica, ma resta ambiguità”

ROMA – Luigi Di Maio dopo le consultazioni apre al Pd: “Sotterriamo l’ascia di guerra”.

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Un governo M5s-Pd potrebbe essere in vista. Dopo le consultazioni il leader Di Maio ha lanciato segnali di apertura all’ex acerrimo nemico e in una intervista a Repubblica ha dichiarato:

“Io non sto rinnegando le nostre idee né le critiche che in più momenti abbiamo espresso anche aspramente nei confronti del Pd, e che anche il Pd non ci ha risparmiato. Credo però che ora il senso di responsabilità nei confronti del Paese ci obblighi tutti, nessuno escluso, a sotterrare l’ascia di guerra”.

Il leader di M5s ha poi sottolineato di non aver mai posto veti su Renzi, ma di aver invece  “sempre contestato la linea di chiusura decisa dal Pd all’indomani delle elezioni”, e ribadisce, quindi, la sua proposta di un ‘contratto’ di governo: “Sediamo intorno a un tavolo, per ragionare e trovare insieme una sintesi che serva a dare risposte e non a scontrarsi muro contro muro”.

Una intervista che ha inevitabilmente attirato la reazione di Matteo Salvini, leader della Lega Nord e della coalizione di centrodestra:

“Governo Di Maio-Renzi, governo 5Stelle-Pd? Mamma mia…..Sto facendo e farò tutto il possibile per cambiare questo Paese, con coerenza, serietà e onestà, ascoltando tutti. Una cosa è certa: o nasce un governo serio, per ridare lavoro, sicurezza e speranza all’Italia, oppure si tornerà a votare, e noi stravinciamo”.

Maurizio Martina, il segretario reggente del Pd, ha replicato all’invito di Di Maio dicendosi soddisfatto per l’autocritica ma sottolineando che l’ambiguità politica resta:

“L’autocritica nei toni è apprezzabile, resta evidente l’ambiguità politica. Noi continuiamo a pensare che la differenza la fanno i contenuti. Da questo punto di vista non vedo novità. Il tempo dell’ambiguità è finito. C’è un passo in avanti, cambia il tono ma le ambiguità politiche restano e per noi sono un fatto. La nostra linea è quella espressa durante le consultazioni, la nostra posizione è quella, siamo fedeli e coerenti alla impostazione data fin dal primo minuto”.

Martina entrando ha ricevuto l’abbraccio di Matteo Richetti e l’applauso della platea. Anche Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, ha commentato su Twitter l’apertura di M5s al Pd:

“Di fronte alle novità politica dell’intervista di Di Maio serve riflettere e tenere comunque unito il Pd nella risposta. L’opposto di quanto sta accadendo: rispondiamo affrettatamente e ci dividiamo tra noi. Fermiamoci e ricominciamo”.

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