Luigi Di Maio si ispira a Trump: “Meno tasse alle imprese anche facendo deficit”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2017 9:18 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2017 9:18
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Luigi Di Maio (Foto Ansa)

ROMA – Luigi Di Maio si ispira alla politica fiscale di Donald Trump e annuncia dopo il suo primo viaggio ufficiale negli Stati Uniti come candidato premier del Movimento 5 Stelle “una manovra shock per abbassare le imposte sulle imprese attingendo anche a risorse in deficit”, “l’Europa lo ha consentito a Francia e Germania. Chiederemo lo faccia con noi. E vogliamo anche tagliare il costo del lavoro, con misure particolari per chi fa innovazione”.

Intervistato da la Repubblica e La Stampa in chiusura del suo viaggio a Washington, Di Maio spiega: “Negli ultimi anni ci sono state imprese che sono riuscite a superare la crisi non grazie al governo, ma nonostante il governo. E altre che invece sono morte. C’è una disparità profonda nel Paese, per questo proponiamo il reddito di cittadinanza, ma vogliamo premiare quelle aziende che con il 70 per cento di tassazione effettiva sono comunque riuscite a risollevarsi, a fare export. Il debito pubblico macina record su record: noi diciamo che per riuscire a invertire la tendenza serve fare deficit per ripagare il debito con investimenti produttivi”.

Quanto alle prossime elezioni, “il giorno dopo il voto, se saremo primi, troveremo convergenze in Parlamento sui temi e avremo una squadra di governo pronta”. Parla anche delle elezioni regionali in Sicilia: “È diverso, a livello nazionale Berlusconi non potrà trarre vantaggio dai signori delle preferenze”.

Sulla politica estera, spiega Di Maio alla Stampa, “mi sono confrontato con il gruppo parlamentare e abbiamo stabilito di seguire una sola linea politica. A livello internazionale il M5S è riconosciuto come una forza positiva, lo prova anche la nomina del nostro Fabio Massimo Castaldo come vicepresidente del Parlamento europeo”. “Ai parlamentari ho detto quello che avrei detto qui: gli Stati Uniti sono un alleato, la Russia una storico interlocutore. Qui sta tutta la differenza. Non siamo isolazionisti. Siamo nella Nato e ci resteremo. Ho ribadito che non siamo filo russi e che è una balla dire che veniamo aiutati da Putin”.

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